Le major si alleano con Qtrax per il Peer to peer legale

qtraxTempi duri per il peer to peer, ma tempi duri soprattutto per le grandi case discografiche, che non riescono ad arginare il fenomeno, ormai diventato di proporzioni mondiali. Il peer to peer, ovvero l'attività di scaricare e condividere file su Internet, è diventata l'attività principale dei navigatori di tutto il mondo. E, nonostante le guerre e le diffide delle grandi case discografiche e major, sembra che alla fine il peer to peer abbia vinto.

Alla conferenza MIDEM di Cannes, è stato annunciato che QTrax si occuperà di tutte le principali etichette discografiche, permettendo di supportare un P2P gratuito e legale. Di QTrax ne abbiamo parlato tempo fa, e la novità è che questa volta le major coinvolte sono davvero tante. Come ha affermato il CEO di QTrax, Allan Klepfisz, "non si può cambiare la mentalità di quasi due generazioni di utenti che ormai credono che la musica sia libera e gratuita su Internet".

Difficilmente, infatti, il popolo del P2P si è scoraggiato di fronte alle sentenze delle varie Corti (americane, europee...) Quello che si può fare è solo sostenere (o monitorare?) l'attività tramite sistemi organizzati e legali. Il servizio di QTrax contiene oltre 25 milioni di canzoni, e i brani saranno rilasciati in formato Windows Media con DRM. L'applicazione usata per il download è basata sul motore di Songbird, e la condivisione avviene tramite una finestra di Firefox.

L'elenco di musica presente su QTrax si divide in 3 liste. La lista nera include gli artisti che non hanno permesso il download della propria musica sui negozi on-line. Questa lista è in rapido svuotamento, fino, si prevede, a scomparire entro l'anno. La lista bianca comprende i cataloghi digitali delle principali etichette, ovvero più di 5 milioni di canzoni che sono su iTunes. Infine la lista grigia comprende la musica che è disponibile principalmente sulla rete BitTorrent, e della quale le major non possono tenere conto del numero di download.

Identificare il numero di download per canzone, infatti, permette a QTrax di tenere aggiornato il database dei proventi pubblicitari, in modo da ripagare le major del "danno subito", ovvero sopperire al mancato guadagno derivante dall'acquisto del CD o dell'Mp3 su un negozio on-line. Sembra quindi che le major si siano accorte che non è possibile contrastare il fenomeno. "In fondo", afferma Susan Kevorkian, analista, "questo è un tacito riconoscimento degli errori commessi in passato". "E che le lotte contro il P2P non hanno funzionato."

Aggiornamento: su Repubblica apprendiamo che in Italia QTrax non sarà disponibile fin da subito, ma che le trattative con le case discografiche sono in corso e il servizio aprirà agli utenti italiani nei prossimi mesi.

Via | Wired.com

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