Facebook promette maggiore severità contro i contenuti violenti

Reagendo a una campagna online, Facebook promette maggior attenzione nei confronti dei contenuti violenti che proliferano sul social network.

Facebook privacy

L'iniziativa lanciata dall'Everyday Sexism Project ha avuto i suoi effetti: in un post su Facebook Safety, la società fondata da Mark Zuckerberg ha promesso una maggiore severità nei confronti del materiale violento postato sul social network, annunciando allo stesso tempo lo sviluppo di tecnologie destinate a fare da deterrente alla loro condivisione da parte degli iscritti.

Pochi giorni fa, il sito aveva scritto una lettera aperta a Facebook, chiedendogli di dare segnali concreti nei confronti della violenza contro le donne, lamentando nel dettaglio la proliferazione di pagine inneggianti a essa nelle sue varie forme. Un paradosso agli occhi di tutti, considerando l'attenzione che il social network ha nei confronti dei contenuti per adulti, lasciando poi spesso passare tipi di foto e frasi molto più pericolose, a meno che la protesta non raggiunga livelli eclatanti.

Le parole di Facebook


Di fatto, Zuck e i suoi hanno riconosciuto di non aver costruito un sistema di censura in grado di funzionare a dovere:

"In questi giorni, è diventato chiaro che i nostri sistemi per identificare e rimuovere contenuti violenti non hanno lavorato a dovere come avremmo voluto, in particolare per quanto riguarda contenuti sessisti. In alcuni casi, i contenuti non sono stati rimossi velocemente come voluto. In altri, i contenuti che avrebbero dovuto essere rimossi non lo sono stati, o sono stati valutati usando criteri vecchi."

Oltre ad annunciare una completa analisi delle sue regole e del team al lavoro sulla rimozione dei contenuti violenti, Facebook ha anche annunciato l'arrivo di una nuova tecnologia, in grado di mantenere l'identità di chi condivide in origine un contenuto sulla piattaforma:

"Qualche mese fa abbiamo iniziato a testare un nuovo requisito, per mantenere l'identità del creatore di contenuti crudeli o insensibili sul materiale postato su Facebook. Come risultato, se un individuo decide di condividere questo tipo di contenuti, gli utenti possono considerare l'individuo responsabile e riferire direttamente il contenuto."

Una storia vecchia come Internet


Quella relativa alla rimozione di contenuti inadeguati è una questione vecchia quanto la rete, ma letteralmente esplosa di pari passo alla nascita dei social network e in generale delle piattaforme con contenuti generati dagli utenti. Ogni servizio che operi in questo settore cammina su un sottilissimo filo, a metà tra la giusta libertà d'espressione, simbolo del web, e la necessità di limitare contenuti offensivi per il prossimo.

Via | Theverge.com

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