Anonymous colpisce il Sindacato Autonomo di Polizia e distribuisce documentazione rubata

Possiamo definirla una rappresaglia? Anonymous colpisce il SAP (Sindacato Polizia) e pubblica le mail di 16 mila account. Sembrerebbe una situazione di guerra aperta.

Abbiamo letto le scorse settimane dell’arresto di quattro supposti esponenti di Anonymous, qualificati addirittura come leader, ma allo stesso tempo bollati dalle forze di polizia non come hacktivisti, bensì come criminali comuni che nascondevano i loro atti distruttivi dietro al nome di Anonymous. Quale sia la verità, il collettivo non manca di teste calde e di persistenza, e oggi è arrivata una sorta di controffensiva che si può definire come conseguenza diretta dell’operazione “Tango Down” della Polizia Postale.

SAP Tango Down

Gli attacchi sono stati in totale tre. Il primo a cadere è stato il sito del Tribunale di Roma, mandato offline senza tante cerimonie.

La seconda vittima dell’attacco è stata il SIULP, il principale sindacato di polizia. La rivendicazione è arrivata con i soliti tweet e sul sito SIULP campeggiava la scritta “Non riuscirete a inquinare il terreno dove sbocciano ideali. Siamo sempre qui, più furiosi che mai, pronti a smascherarvi”. Gli account di posta violati sono più di 16mila dice la Stampa, tutte vittime di qualche falla di sicurezza, probabilmente molto banale, dei gestori del sito.

Il terzo attacco di quella che si sta rivelando una guerra senza esclusione di colpi è il SAP, il Sindacato Autonomo di Polizia. Anche qui sono emersi alla luce dati, mail e contenuti “liberati” dai database del SAP. Il blog Anonymous Italia (che sarebbe un errore definire come un organo di stampa ufficiale di un gruppo che di fatto non è organizzato) non ha peli sulla lingua.

La vendetta contro le pedine dello stato continua!
Problem, officer? Aspettateci ancora, non pensate che sia finita qui

Anonymous non intende fermarsi, anche perché non c’è davvero nessuno che stia dirigendo questa sorta di guerriglia informatica, spontaneamente nata da una massa di hacktivisti già di per sé piuttosto arrabbiati e facili da provocare.

Finchè la storia dell’operazione “Tango Down” della polizia di stato continuerà a infiammare la furia di Anonymous, possiamo aspettarci grandinate di attacchi dimostrativi più o meno efficaci contro la polizia e vendette trasversali contro coloro che sono percepiti come collegati ed affiliati alle forze dell’ordine, senza troppi distinguo su efficacia, rilevanza o “considerazioni strategiche” di sorta.

“Expect us” indeed.

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