Google Immagini vi lascerà cercare le vostre foto di Google+ con un algoritmo smart

Google porta le nostre foto su Google Immagini, o meglio ce le lascerà cercare. Basta chiedere, e Google riconoscerà anche cosa c'è nella foto (ci vorrà un po' per fargli imparare bene, però).

Google a breve ci offrirà una nuova feature per Google Search ed anche per Google+: potremo cercare le nostre foto personali conservate sul social network di Mountain View, che lentamente imparerà a riconoscere anche cosa gli descriviamo a parole.

Ecco come funziona

Google diventa sempre più vicino alla fantascienza, specie se pensiamo che queste feature presto saranno disponibili anche per la ricerca vocale.

Quello che potremo fare sarà di indicare a Google di cercare le nostre foto, ad esempio chiedendogli in inglese “my photos of flowers” (in italiano è ovviamente “mie foto di fiori”), come nell’immagine in cima all’articolo. Dicendo che le foto sono “mie”, Google va a guardare sul mio Google+, e fino a qui è un’interessante integrazione personalizzata.

Quello che è più emozionante è che Google riconosca anche che sono specificamente “di fiori” senza neppure usare tag o altri artifici. Per il momento il motore di ricerca non sarà particolarmente intelligente, ma con il passare dei mesi e del numero di interazioni con l’utenza pian piano diventerà sempre più accurato.

Si potranno anche cercare le foto dei nostri amici, chiamandoli per nome sulla barra di ricerca, sempre che siano state condivise con noi.

Google Drive e Calendar arriveranno nella ricerca di Gmail

Gli utenti USA possono godersi un’ulteriore integrazione: per loro sarà possibile cercare i file di Google Drive e Calendar direttamente su Gmail. La beta di questa feature era già in giro da qualche tempo, ma entro la settimana il roll-out sarà generalizzato.

Possiamo aspettarci che un simile servizio diventi disponibile a tutti gli utenti entro breve. L’idea di Google è di conglomerare tutti i propri servizi sotto ad un tetto il più possibile unitario, anche se ci sono dei possibili problemi di rilevanza e di riservatezza se più persone usano lo stesso terminale.

Via | The Verge

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