Facebook, grande sensibilità per la privacy nelle nuove generazioni

Una nuova ricerca ha messo in evidenza che su Facebook e non solo le generazioni del futuro svilupperanno una sensibilità sempre maggiore per la privacy

Facebook privacyUno studio accurato di Pew Research ha messo in evidenza che su Facebook gli adolescenti delle nuove generazioni sanno comportarsi molto meglio rispetto a quelli delle precedenti, che hanno visto il social network di Mark Zuckerberg nascere bene e crescere meglio.

I dati raccolti non mettono soltanto in evidenza quanto già sappiamo, e cioè che, nonostante Facebook sia entrato nel DNA di qualsiasi internauta, sta perdendo appeal (soprattutto per via della presenza degli adulti, che renderebbero l'esperienza social sempre più snervante). È interessante notare, infatti, che gli stessi adolescenti intervistati tendono a usare il social network in modo particolare: se su Facebook, per esempio, hanno più amici (secondo la ricerca, circa 300), su Twitter, invece, la cerchia è molto più ristretta (siamo attorno ai 79 follower); e non è finita qui: chi cinguetta tende a farlo sempre pubblicamente, senza alcuna restrizione dei contenuti; chi adora aggiornare la propria bacheca frequentemente, invece, lo fa solo con i pochi amici che ha, quindi senza rendere tutto pubblico.

Più sono giovani più sono riservati


Si nota, in particolare, che più il soggetto è giovane più vuole proteggere il suo account: il 60% degli utenti, in effetti, ha dichiarato di voler mantenere privato il proprio profilo; è come se le nuove generazioni, insomma, stessero sviluppando una maggiore sensibilità per la privacy, rispetto alle precedenti.

Cresce la volontà di condividere, dunque. In modo diverso, però, rispetto al passato.

Via | PewInternet.org

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