"I pirati comprano più musica", nuova ricerca del governo UK

Sebbene violare la legge sia inerentemente sbagliato, il risultato sistematico di tutte le analisi degli ultimi anni è che chi scarica la musica illegalmente molto spesso in seguito se la compra

Secondo un nuovo studio sponsorizzato dal governo inglese coloro che scaricano la musica illegalmente sono anche quelli che spendono di più (questa volta in modo lecito) per essa.

Uno strano rapporto tra consumatori e produttori



Il ragionamento è tutt’altro che intuitivo, eppure risulta essere stato confermato ancora ed ancora da tutti gli studi sul mercato: sebbene le Major siano pronte a lamentare perdite milionarie inflitte al loro modello commerciale paleozoico, la realtà che quelli che sono più pronti a spendere danaro per la musica sono anche gli stessi che la rubano tramite P2P.

L'eterna giustificazione dello “scarico per provare a vedere se mi piace” sembra essere alla fine valida, almeno stando alla commissione regolatrice Ofcom, un ente di matrice governativa d'Oltremanica. I risultati sono stati pubblicati su un ponderoso tomo intitolato "Online copyright infringement tracker benchmark study 'Deep Dive' analysis report [il link porta ad un .pdf. Se avete davvero voglia di leggerlo, tanti auguri!].

Un po’ tutti coloro che abbiano mai ascoltato un brano musicale alla radio sa benissimo che acquistare alla cieca non è mai una buona idea - Chi di noi non è un nativo digitale ha probabilmente delle casse piene di CD che al terzo ascolto sono finiti a prendere polvere, loro malgrado.

I pirati, piccola percentuale della popolazione internettiana



Di fronte alla diffusione a macchia d’olio di YouTube, che consente di ascoltare un brano a raffica ed in santa pace, non sono poi molti quelli che sentono la necessità di ottenere un intero album.

Secondo lo studio dell’Ofcom, il 3,2% dei navigatori è responsabile del 88% degli scaricamenti illegali di materiale musicale protetto da copyright. Questi super pirati, il 20% di tutti coloro che “rubano” la musica, sono anche responsabili dell’acquisto dell’11% di tutto il materiale legalmente scaricato online, e spendono di più per la loro passione musicale rispetto agli altri.

Se calcoliamo in sterline, un “super pirata” spende £168 ogni sei mesi in musica, un “pirata non abituale” circa £105 ed un non-pirata solo £54.

Perché la gente scarica illegalmente?



L’Ofcom fornisce anche alcune delle giustificazioni fornite dai pirati sulle loro attività. Secondo quanto riportato dal campione di 10.000 internauti interrogati, le motivazioni sono sempre le stesse - I servizi legali costano troppo e la disponibilità dei contenuti non è sufficientemente rapida.

Possiamo solo auspicare un’ondata di buonsenso dalle Major discografiche nei prossimi anni. Servizi come Spotify, Deezer e qualsiasi cosa abbia in cantiere Google sono l’unico futuro possibile per il mercato.

Foto | Flickr
Via | Techdirt

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