Google Suggest, diffamazione? La Cassazione tedesca condanna l'azienda

Pericolo "diffamazione" per Google Suggest? Non più: la Cassazione tedesca ha deciso che Google dovrà prestare ascolto, e intervenire, alle richieste dei malcapitati

Google SuggestLa Cassazione tedesca ha stabilito che, sì, Google Suggest va migliorato e che Google, nel caso in cui non dovesse adeguarsi alla richiesta dell'utente che si sente diffamato, potrà essere querelata. Tutto è nato dalla richiesta di un imprenditore, che aveva segnalato all'azienda quanto compariva dopo il suo nome, vale a dire le parole "Scientology" e "truffa": situazione che, come potete ben capire, non ha fatto bene né alla sua persona né alla sua azienda. Lo stesso era successo, se ricorderete bene, a Bettina Wulff, ex moglie dell'ex-presidente federale Christian Wulff: accanto al suo nome, infatti, comparvero parole molto più pesanti - o forse no -, come "prostituta" (ma non solo).

I legali dell'ex First Lady avevano però deciso di congelare il procedimento, in vista della sentenza, che, in effetti, ha dato ragione a tutti coloro la cui reputazione è stata lesa da questa svista - che poi tanto svista non è - del noto motore di ricerca. Oggi, comunque, la situazione è cambiata e tutti possono tirare un respiro di sollievo: Google si era sempre difesa, sostenendo che la funzione di suggerimento automatico parte dalle ricerche effettuate dall'utenza e non causava alcun danno a terzi.

Netta, invece, la decisione della Corte: se in via preventiva l'azienda non sarà ritenuta responsabile di alcun suggerimento, una volta che sarà avvisata dal diretto interessato dell'eventuale diffamazione, qualora non dovesse intervenire e cancellare le parole affiancate al suo nome, potrebbe essere benissimo denunciata.

Ci sembra anche giusto, no?

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