Larry Page ha problemi cronici alle corde vocali

In un post su Google+, Larry Page fa chiarezza sui problemi di salute riscontrati nell'ultimo anno, legati alle sue corde vocali.

Quando circa un anno fa Larry Page mancò l'appuntamento del Google I/O, ufficialmente per problemi di voce, immancabilmente si scatenò sul web la caccia alle vere condizioni di salute del CEO di Google, rientrato poi per fortuna al lavoro dopo poco tempo.

Oggi, è Larry Page stesso a chiarire le proprie condizioni di salute con un post su Google+, confermando di avere un raro problema cronico alle corde vocali, causato da un'infezione virale risalente a circa 14 anni fa: una di esse sarebbe completamente paralizzata, mentre la seconda proprio nel corso dell'ultima estate avrebbe sofferto di movimenti limitati a causa di un raffreddore, facendogli perdere la voce.

Da allora in realtà, Larry Page è apparso nuovamente in pubblico, mostrando però una voce più roca rispetto al passato:

"Fortunatamente, dopo un periodo di guarigione iniziale, sono completamente in grado di fare tutto ciò che devo a casa e al lavoro, anche se la mia voce è più debole di prima. [...] I problemi alle corde vocali possono anche avere effetti sul respiro, quindi la mia abilità di esercitarmi al massimo della capacità aerobica è in qualche modo ridotta."

La donazione


La limitazione alle corde vocali di Larry Page avrebbero portato il CEO di Google a interessarsi a chi vive ogni giorno con questo tipo di problema di salute, facendo anche una donazione al Voice Health Institute per portare avanti un nuovo progetto di ricerca guidato dal dottore Steven M. Zeitels: nonostante Page non dica a quanto ammonti la donazione, il New York Times parla di oltre 10 milioni di dollari.

La battuta


Nel post di Larry Page sulle proprie condizioni di salute c'è spazio anche per una battuta, all'interno della quale chiama in causa il suo collega Sergey Brin:

"Sergey pensa che io sia ora probabilmente un CEO migliore, perché scelgo le mie parole con maggior cura."

Non ci resta che fare il nostro in bocca al lupo a Larry Page.

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