Social Roulette, Facebook blocca l'app con 1 possibilità su 6 di chiudere il vostro account!

Socal roulette non era certamente un’app molto “normale”, né era il tipo di software che ci si aspetta di vedere nell’ecosistema di un social network: era una sorta di roulette russa che cancellava una volta su sei il vostro account. Facebook non approvava, ed ha chiuso l’app.

Social Roulette era un’app che consentiva a sei utenti di mettersi in gioco attorno ad una rivoltella virtuale - uno di essi, a caso, avrebbe visto cancellati tutti i propri dati personali. Ne risulta quindi che volontariamente e spontaneamente un soggetto era spinto al “suicidio social”. A Facebook per qualche ragione non piaceva, e Social Roulette stata fatta chiudere a tempo di record. Strano, vero?

L'app è stata sviluppata in 4 ore, ed il caso vuole che dopo quattro ore sia stata "spenta" per sempre. Sebbene non ci sia nessuna regola specifica che ne vietasse l'esistenza, il social network non ha avuto bisogno di scuse molto elaborate per sbarazzarsene a tempo di record.

Una sorpresa su 6 è la cancellazione dell’account

Social Roulette echeggia il nome della roulette russa, il gioco letale che si fa con un revolver (sconsiglio vivamente di farlo con una semiautomatica) ed un gruppo di persone che non hanno molto attaccamento alla vita. Si fa scorrere il tamburo, si preme il grilletto una volta infilata in bocca la canna della pistola e se fa “bum” si muore. Facile, ma non molto salutare.

Social Roulette non faceva nulla di così drastico, anzi, secondo il creatore del “gioco” era quello dei sei che veniva selezionato a vincere. L’app poteva infatti fare tabula rasa del proprio account tutte le foto, gli aggiornamenti, giochi ed amici - molto più in fretta ed efficacemente di molte altre maniere consentite dai proprietari del social network.

Non esiste nessuna regola che impedisca ad un’applicazione di cancellare i nostri dati - sempre che ci sia il nostro consenso, è ovvio. Tuttavia per Social Roulette, Facebook ha scelto di fare un’eccezione: non poteva permettere la continuata esistenza di una app che minacciava la sua filosofia e le premesse del suo modello commerciale.

Nessuna vergogna da parte del network di Mark Zuckerberg, che ha giustificato il “takedown” dicendo che Social Roulette aggirava la politica aziendale di consentire all’utente di riattivare l’account anche se disattivato.

Esaurimento da social network

Social Roulette strumentalizzava quel sentimento che alcuni provano di tanto in tanto, una specie di “fatica” da social media. Una carenza di dimestichezza con il nuovo linguaggio, una certa “digital divide” e forse un momento di “mania ossessiva” in cui si è data un po’ troppa attenzione ai social network a discapito della vita reale (che in realtà dai social network può trarre molto giovamento) possono frustrare e stancare. Specie se c’è qualche problema personale e familiare di cui tener conto.

L’utenza dovrebbe essere sempre in grado di gestire i propri dati, questo è vero, e Facebook non si è mai comportato con trasparenza n merito. Ma dare la colpa a Facebook se ci sentiamo alienati è tante volte simile ad accusare la pistola (e magari pure la vodka!) di aver ucciso un tizio che ha partecipato di sua spontanea volontà ad una roulette russa.

Via | Techcrunch

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