Google privacy, dietrofront di Eric Schmidt (cancellare i contenuti del web è necessario)

Dietrofront clamoroso di Eric Schmidt sulla privacy: il numero uno di Google ha ipotizzato la cancellazione dei contenuti dal web

Privacy googleStrano dietrofront per Eric Schmidt sul fronte "privacy": il numero uno di Google ha spiegato che Internet avrebbe bisogno del tasto "cancella", perché ci sono situazioni in cui è l'unica via da seguire. Tempo fa - lo ricorderete senz'altro - ha usato parole di gran lunga diverse, molto fastidiose per alcuni e decisamente pericolose per altri:

"Se hai cose che non vuoi che nessuno sappia, allora forse per prima cosa non avresti dovuto farle".

Oggi, invece, la situazione è drasticamente cambiata; le parole vengono da un intervento alla New York University di qualche giorno fa:

"L’assenza di un bottone ‘cancella’ su Internet è una questione importante. Ci sono situazioni in cui cancellare è la cosa giusta da farsi. Propongo che alla maggiore età, per regolamento, si cambi nome. Allora sì che si potrebbe dire 'Non ero io, non ho fatto io quelle cose’”.

A favore della privacy, insomma. Senza "se" e senza "ma" (almeno su carta: nei fatti è ancora presto per cantare vittoria, ammesso che di vittoria si tratti).

“La privacy - queste, le sue parole durante una intervista - è ancora più importante in questo nuovo mondo interconnesso, ne abbiamo bisogno. Avremo bisogno di combattere per questo. In America un ragazzo che sbaglia – che commette un crimine, finisce al riformatorio e poi ne esce – può chiedere che i dati vengano eliminati dal casellario; è una cosa ragionevole. Ma oggi questo non è più possibile per via di Internet… E ciò contrasta con il nostro innato principio di correttezza. Oggi, dalla nascita alla morte, il tuo profilo personale sarà sempre più condizionato da eventi digitali, da cosa la gente dice di te, e sarà molto difficile controllare le cose”.

Belle parole, senz'altro. Ma come mai questo cambiamento? E soprattutto, perché dopo tutto questo tempo e in maniera così drastica? Lo scopriremo presto: se il numero uno di Google dovesse iniziare a lavorare per una nuova normativa in fatto di privacy, il comportamento sul web cambierà notevolmente.

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