Facebook, i creatori delle pagine sono sempre responsabili (9 mesi di carcere a un utente)

Non è stato lui il diretto protagonista delle offese, eppure è ritenuto diretto responsabile di quanto accaduto: condannato a 9 mesi di carcere il creatore di Cartellopoli

FacebookSembra fatto apposta, ma non lo è per niente: i creatori delle pagine Facebook sono i diretti responsabili di ciò che gli utenti pubblicano. A prendere le posizioni contro il cattivo uso che si sta facendo dei social network è stata prima la Presidente della Camera Laura Boldrini, che ha giustamente reagito ad alcune minacce di morte; poi è intervenuto Enrico Mentana, che ha abbandonato Twitter per via delle troppe offese; poi, anche Roberto Saviano, che non ha parlato di "restrizione", bensì di "regole". E che dire delle denunce dell'Associazione dei Consumatori? Piovono critiche ovunque, insomma, per le reti sociali.

L'ultimo atto, almeno per il momento, ha come protagonista il Tribunale di Roma e il 34enne che ha fondato la pagina Facebook "Cartellopoli": pensate che non ha fatto assolutamente nulla; sono stati i suoi amici, invece, a rendersi protagonisti di istigazione a delinquere e - sempre secondo la ricostruzione del giudice - apologia di reato. L'unico responsabile, però, è lui, e solo lui sarà costretto a ben nove mesi di carcere (lo stesso è successo alla responsabile del noto Writersdream.org, condannata al pagamento di circa 7mila euro per un post scritto da un utente).

"Qualunque utente Facebook è ora a rischio di condanna, insomma - ha spiegato l'avvocato di Massimiliano T, il creatore della pagina -. Basta che tra i commenti ne appaia qualcuno che inviti a compiere reati di qualsiasi tipo... O anche solo un'invettiva contro i politici ladri. È una sentenza frutto del clima politico italiano, sempre più autoritario nei confronti del web".

Cartellopoli, in effetti, non era stata buona con i cartelloni pubblicitari, essendosi definita come un

"comitato online contro lo stupro, la svendita e la consegna della città di Roma alla lobby cartellonara".

Tutto era nato per sfogo e per protesta, ma è bastato veramente poco per la degenerazione: non sono stati pochi, infatti, coloro che si sono resi protagonisti di azioni vandaliche; il giudice, in particolare, parla di

"imbrattamento dei cartelloni con vernice spray e, successivamente, del danneggiamento delle cornici e nello smontaggio ed asporto delle plance pubblicitarie".

Chi crea è responsabile per gli utenti


Nulla di direttamente imputabile, però, al condannato, che pure

"è stato il primo a curarne l'inserimento e la conseguente divulgazione al pubblico. [...] La qualità dei contenuti di analogo tenore pubblicati sul blog nel corso del tempo è tale da rendere inverosimile che l'imputato potesse averne ignorato o male interpretato il contenuto".

I danni alle aziende, in effetti, ci sono state e la pagina sembra esserne la causa principale, ma perché non punire gli "istigati" e non solo l'istigatore?

"Tutti i gestori di siti pieni di commenti offensivi, per esempio anche Beppe Grillo - ha commentato l'avvocato -, rischiano la stessa condanna. Sul suo blog non si contano più quelli che minacciano politici e giornalisti".

La vicenda, insomma, non è destinata a finire nel dimenticatoio: siamo ancora agli inizi.

Via | La Repubblica