Eric Schmidt: il "Don't be evil" di Google la regola più stupida di sempre

"Don't be evil" è il motto di Google. Ma quanto piace al Presidente Esecutivo Eric Schmidt? Ce lo dice egli stesso.

Il motto "Don't be evil" fa parte di Google sin dai primi anni di vita della società. Non essere cattivi, un modo per differenziarsi dalla concorrenza lasciando anche pensare a una ben precisa linea aziendale. Per diversi motivi, però, questo motto si è trasformato per Google in un vero e proprio boomerang, rinfacciato in casi come quelli della raccolta dei dati wireless privati e prontamente sbandierato in altre occasioni.

In un'intervista rilasciata a NPR, il Presidente Esecutivo di Google, Eric Schmidt, ha per la prima volta rivelato al mondo la sua idea sul motto Don't be evil, con il quale sin dal suo ingresso in azienda era molto poco d'accordo:

"Fu inventato da Larry [Page] e Sergey [Brin]. L'idea era che non sapessimo esattamente cosa fosse cattivo, ma se avevamo una regola che diceva di non essere cattivi, allora gli impiegati potevano dire 'Credo sia cattivo'. Quando io arrivai, pensai che questa fosse la regola più stupida di sempre perché non c'è nessun libro che ti spiega la cattiveria tranne forse la Bibbia o qualcosa di simile.

Successe che ero a questo meeting, e stavamo discutendo su un prodotto pubblicitario. Uno degli ingegneri pianta i suoi pugni sul tavolo e dice, questo è cattivo. A quel punto l'intera conversazione si fermò, tutti ebbero un attacco di panico e fermammo il progetto. Quindi funzionò."

L'origine del motto


Nonostante Schmidt attribuisca la paternità del Don't be evil ai due fondatori di Google, il primo a venire fuori con l'idea fu Paul Buchheit, creatore in quel di Mountain View di Gmail e successivamente anche di Friendfeed. Queste le parole con le quali ha spiegato qualche tempo fa la sua idea risalente al lontano 2000:

"Volevo qualcosa che una volta messa lì, sarebbe stata difficile da eliminare. Mi sembrò che 'Don't be evil' fosse in qualche modo divertente. È anche una piccola frecciata alle altre società, soprattutto nostre concorrenti, che al tempo secondo noi imbrogliavano gli utenti in qualche modo."

Via | Neowin.net

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