Sundar Pichai, il "capo" di Android, parla del futuro (e di Google I/O) in un'intervista

Da quando Sundar Pichai è diventato il googler a capo di Android, non ha aperto bocca. Alla vigilia del Google I/O, tuttavia, Pichai si lascia intervistare da Wired. Sentiamo di cosa ha parlato.

Sundar Pichai ha lasciato la divisione Chrome OS per diventare il capo del progetto Android, sostituendo Andy Rubin (impegnato in altri misteriosi progetti). Pichai è relativamente nuovo a questa importantissima, pesantissima poltrona di dirigente. Sentiamo quali novità anticipa in un'intervista per Wired per l’evento Google I/O ed il futuro di Android.

Pochi hardware all’orizzonte

Se ancora avevate la speranza di vedere una pletora di Google “toys”, ovverosia hardware, presentati al Google I/O, Pichai vi rovescia addosso una secchiate d’acqua gelida: “Google I/O sarà più su tutto quello che Google sta preparando e creando per gli sviluppatori" - Software, stiamo decisamente parlando di software.

Pichai ha lavorato per anni al progetto Chrome OS e non vede nessuna convergenza possibile a breve con Android. Secondo lui agli utenti non importa nulla della piattaforma o dell’OS, importa delle feature e dei servizi presenti.

”Volemose bene”, diplomazia ma freddezza verso gli altri

Pichai ha espresso alcuni pareri estremamente diplomatici su alcuni partner commerciali, “membri della famiglia” e rivali di Google. Facciamo un riassunto ed analizzamo posizioni del capo di Android verso “gli altri”:

  • Facebook ha fatto bene a creare Facebook Home. Google non intende castrare le ali a chi personalizza molto il suo OS, che è del tutto aperto - Ma contemporaneamente Pichai ha ammesso che in futuro si dovrà trovare una maniera per consentire a tutti gli utenti di ottenere una buona esperienza, che non li privi delle feature di Android. In poche parole, Pichai sembra dire in modo molto diplomatico a Mark Zuckerberg di ripensare un po’ la sua idea di sostituire Android dall’interno. Sembra essere già stato ascoltato dal team di sviluppatori di Facebook.
  • Amazon ha creato il suo sistema per Kindle Fire a partire da Android, e il direttore del progetto ammette che non c’è nulla nelle licenze ad impedirglielo. Anche qui Pichai non sembra entusiasta dell’idea di frammentare l’esperienza dell’utente: “Noi di Google adoriamo l’idea che tutti lavorino sulla stessa versione di Android”.
  • Pichai affronta anche il rapporto complicato tra Google e Samsung. Tira fuori un Samsung Galaxy S4 ma ammette di non aver mai usato le sue funzioni proprietarie come l’eye tracking. Secondo Pichai si esagera molto sulla tensione tra le due corporation: secondo lui Samsung è un grande partner, e Google intende restare in ottimi rapporti in pianta stabile. Come esempio, cita il rapporto di co-dipendenza tra Intel e Microsoft.
  • Motorola invece ottiene una bella dose di silenzio. Pichai la nomina, ma solo per dire che i suoi smartphone non saranno privilegiati nel rapporto con Android. Vorremmo tutti sapere cosa Google l’abbia comprata a fare a questo punto.
  • Mozilla riceve un cenno di fiducia: Pichai non si dice sorpreso dal lancio di Firefox OS, e cita questo genere di evento come la ragione per cui esiste un Chrome OS - altrimenti lo farebbe qualcun altro.

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