Twitter, anche Roberto Saviano vuole maggiori controlli ("Insultare non è libertà, fuori i bulli")

Anche Roberto Saviano è intervenuto sulla polemica che ha fatto esplodere Enrico Mentana, dopo aver abbandonato Twitter: "Insultare non è libertà"

Roberto Saviano TwitterNon si può certo dire che Twitter stia vivendo un periodo felicissimo: gli iscritti aumentano giorno dopo giorno, questo è vero, ma in Italia la situazione si sta facendo quasi insostenibile. Dopo le accuse del Presidente della Camera Laura Boldrini, che ha denunciato di essere stata minacciata di morte, e l'abbandono di Enrico Mentana, che proprio non sopportava coloro che utilizzavano il social network per insultare chiunque, sempre e comunque, è stato Roberto Saviano a intervenire.

Il giornalista ha sottolineato che il comportamento di chi usufruisce delle reti sociali non può essere quello di chi si nasconde dietro a una tastiera, per poi tacere nella realtà: le "parole cariche di sarcasmo" che si susseguono nei famosi centoquaranta caratteri andrebbero controllate, perché - scrivere Saviano in un suo intervento per il quotidiano Repubblica - "insultare non è libertà".

"È diffamazione - così ha proseguito -. Una parte degli interpreti talmudici, paragonano la calunnia all'omicidio. E se penso a Enzo Tortora, non credo sbagliassero di molto. La democrazia è responsabilità e sono convinto che le regole e la marginalizzazione - non la repressione - della violenza e della trivialità salveranno la comunicazione sui social network. Chi vuole usare il network solo per fare bullismo mediatico potrà aprire il suo personale fight club, senza nutrirsi - come un parassita - della fama degli altri".

In altri termini, "fuori i bulli dai social network", e non è una presa di posizione sbagliata: le reti sociali creano dei veri e propri mostri virtuali, che, nella vita di tutti i giorni, non sono in grado di mettere in fila neanche due parole; offese, insulti gratuiti e qualunquismo, condito, ovviamente, con istigazione all'odio e alla violenza, sono il pane quotidiano non soltanto di Twitter, regno del sarcasmo più becero (forse perché queste persone non riescono ad essere protagoniste nella vita di tutti i giorni?), ma anche di tutto il web. Dietro la tastiera può anche nascondersi un personaggio anonimo, ma è indispensabile che chi sta ai vertici detti delle regole e si accerti che queste vengano rispettate.

Via | Repubblica

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