Facebook, video pubblicitari in arrivo entro l'estate (sarà emorragia di utenti?)

Facebook ha deciso di puntare sui video pubblicitari per aumentare i suoi guadagni: l'arrivo è previsto per questa estate

Cattive notizie per i fan di Facebook, almeno per chi odia i video pubblicitari in autoplay. Le voci di corridoio sulla possibilità che Zuckerberg volesse sperimentare questo tipo di pubblicità si sono rincorse all'impazzata nell'ultimo periodo, ma la conferma è arrivata soltanto poche ore fa in un articolo di Financial Times, fonte indiscutibilmente attendibile. I primi spot dovrebbero fare la loro comparsa in estate, forse nel mese di luglio, e dovrebbero avere come protagonisti Coca Cola e American Express.

L'allarme autoplay, comunque, non deve preoccuparvi: è vero che la pubblicità partira automaticamente, ma lo è altrettanto il fatto che lo faranno in modo silenzioso, non appena gli iscritti accederanno alla homepage: ogni utente, perciò, potrà decidere se alzare o meno il volume.

L'obiettivo di Zuckerberg, ovviamente, è quello di massimizzare i profitti, soprattutto dopo il fallimento che porta il nome di Facebook Home, a causa del quale - molti di voi lo sapranno senz'altro - il numero uno del team ha dovuto rinunciare a tutto lo stipendio del 2012; non si può certo dire che Mark stia sbagliando: le previsioni parlano di un investimento proficuo da parte delle aziende, che dovrebbero spendere circa 4 miliardi di dollari in video pubblicitari 2.0; il giovane informatico, quindi, ha semplicemente anticipato i tempi, per accaparrarsi una buona fetta dei possibili introiti (anche perché è previsto un rialzo del 41% rispetto agli investimenti del 2012).

Finora ancora nessuno si è lamentato della possibilità che questi video facciano la loro comparsa sul social network, ma dubitiamo che tutto sarà accolto senza proteste (pensate soltanto al malcontento che hanno generato gli spot pubblicitari su YouTube). Sarà emorragia di utenti? Non ci è dato saperlo, anche se Zuckerberg non deve assolutamente fare il passo più lungo della gamba: già in America le defezioni sono state moltissime, a favore di Twitter e di altre piccole realtà.

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