Microsoft riconferma "Windows Blue", 100 milioni di licenze di Windows 8 vendute

Microsoft lo aveva già anticipato come piatto forte per la propria conferenza Build, ed ora lo conferma: “Windows Blue” o per meglio dire Windows 8.1 è in arrivo.

Sono stati mesi di rumor ed illazioni, ma in realtà sapevamo già più o meno tutto quello che si deve sapere sull’update del sistema operativo di Microsoft, l’attuale generazione di Windows. La sua prossima iterazione, che dovrebbe chiamarsi semplicemente Windows 8.1, sarà il primo passo del consolidamento di una piattaforma unica su tutti i device.

Rispondere alle critiche

Tami Reller (nella foto), la bionda executive a capo del marketing ed ufficiale finanziario top di Microsoft ci conferma che uno degli scopi principali dell’update è quello di rispondere ad alcune delle critiche che sono state mosse a Windows 8 e allo sfortunato cugino Windows RT. Da quello che abbiamo visto nelle ultime settimane, alcune di queste risposte sono decisamente “tradizionaliste”, come il ritorno del tasto Start (in forma ridotta) e la possibilità di avviare il sistema sul desktop invece che sulla schermata con le tile.

Il pacchetto fornirà una serie di innovazioni tecnologiche chiave, ma soprattutto - dice Reller - sarà disponibile su una gamma molto espansa di apparecchi, caratterizzati da ogni tipo di display, batteria, taglia e potenza di CPU.

La Reller resta fiduciosa sulla scelta del team di Windows di presentare un sistema evoluto e non stagnante, caratterizzato da un’interfaccia ibrida. Aver creato Windows 8, insomma, era un passo necessario per avere Windows Blue ed i suoi successori, che potranno girare su ogni tipo di device.

Il percorso è un po’ troppo traumatico per l’utenza, tuttavia - sebbene parliamo di scale diverse e di tempistiche più rilassate, Ubuntu sembra intenzionato ad attuare la stessa strategia, ma con molti meno scossoni.

100 milioni di licenze

Tami Reller comunica finalmente i risultati di Windows 8: sono 100 milioni le licenze distribuite, un obiettivo che non stupisce in modo positivo. Dopo tutto stiamo parlando dell’ultimo discendente di una dinastia che ha dominato il mondo dell’informatica.

Tuttavia il panorama è molto cambiato dai giorni di Windows XP, e gli utenti puntano gli occhi verso i tablet e gli smartphone, abbandonando progressivamente i PC. Di fronte a questa realtà, che senso avrebbe impedire a Windows di seguire i propri clienti?

Via | Blogging Windows

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