Israele contro Google per il riconoscimento della Palestina su Google.ps

Google riconosce la Palestina come Stato sulla versione localizzata Google.ps. Israele non ci sta e attacca.

Come dimostra l'immagine qui sopra, da qualche giorno Google.ps riporta l'etichetta "Palestina" al suo interno, invece di quella che prima di essere modificata era una scritta che riportava "Territori Palestinesi". Una modifica confermata qualche giorno fa dallo stesso Google, attraverso il suo portavoce Nathan Tyler ai microfoni della BBC, ai quali è anzi stata annunciata anche l'intenzione di apportare questa mossa anche a tutti gli altri servizi targati Google.

Questi i motivi citati da Tyler per la modifica, andata in vigore sul motore di ricerca lo scorso 1 maggio:

"Consultiamo diverse fonti e autorità per i nomi delle nazioni. In questo caso, seguiamo la strada delle Nazioni Unite, ICANN (Internet Corporation for Assigned Names and Numbers), ISO (International Organisation for Standardisation) e altre organizzazioni internazionali."

Proprio le Nazioni Unite hanno garantito nello scorso mese di novembre la nomina a Stato a tutti gli effetti, con una votazione a favore di 138 contro 9 membri, tra i quali apparivano anche Stati Uniti e Israele, mentre altre 41 nazioni hanno deciso di astenersi.

La reazione d'Israele


Vista la questione più che spinosa, la decisione di Google ha portato le autorità israeliane a esprimere immediatamente il proprio dissenso, con il portavoce del Ministero degli esteri Yigal Palmor:

"Questo cambiamento solleva domande sulle ragioni di questo sorprendente coinvolgimento di quella che è un'azienda privata che opera su Internet in politiche internazionali."

Dopo poco, Israele ha chiesto formalmente a Google di tornare sui suoi passi, attraverso una lettera inviata al CEO della società, Larry Page, dal braccio destro del Ministro degli esteri, Ze’ev Elkin:

"La mia opinione è che questa decisione non solo sia sbagliata, ma possa anche impattare negativamente sugli sforzi del mio governo di portare avanti le negoziazioni tra Israele e le Autorità Palestinesi. [...] Google ha portato tanti cambiamenti positivi nel mondo, promuovendo le connessioni tra le persone e i popoli. Questa decisione contrasta però con questi scopi, e rende le parti più distanti dal vero dialogo."

Via | Theverge.com

  • shares
  • Mail