Facebook e i social network possono contribuire allo sviluppo di psicosi

Una recente ricerca ha dimostrato come le persone rimaste sole dopo la fine di una relazione sono più propense a rifugiarsi in storie virtuali e sviluppare psicosi.

Sappiamo bene quali sono i benefici che possiamo ottenere - o che pensiamo di ottenere - dall'utilizzo dei social network. Allo stesso modo, specie in quest'ultimo periodo, ci stiamo occupando anche delle conseguenze negative, per la salute e non solo, che possono nascere dall'utilizzo intensivo di Facebook e simili. Abbiamo visto come in alcuni casi gli amici tristi possano causare un vero e proprio contagio emotivo ed oggi vi parliamo di uno studio secondo il quale Facebook & Co. contribuirebbero allo sviluppo di psicosi.

A rivelarlo è uno studio condotto dall'Università di Tel Aviv, più precisamente dalla facoltà di medicina e dallo Shalvata Mental Health Care Center. Partendo da un interrogativo - può esserci una correlazione tra le psicopatologie e l'attività su Facebook e nelle chat room? - il dottor Uri Nitzan e il suo team hanno scoperto che i soggetti "più soli e vulnerabili in seguito alla perdita di una persona cara" sviluppano più effetti negativi in proporzione alla loro attività di socializzazione online.

Tutti i pazienti analizzati avevano una relativa inesperienza con la tecnologia. In ogni caso è stata trovata una connessione tra il graduale sviluppo e il peggioramento di sintomi psicotici - comprese manie, ansie e smarrimento - e l'uso intensivo delle comunicazioni virtuali.

Maggiore propensione a iniziare relazioni virtuali

Qualche esempio? Chi è stato appena lasciato ha più probabilità di sviluppare un legame virtuale con una persona che non ha mai incontrato dal vivo, idealizzarla e immaginarne i comportamenti pur senza avere la minima idea di chi si trovi dall'altra parte del monitor. Questo, va da sé, può portare a conseguenze più gravi.

Una paziente dello studio, per esempio, è arrivata a credere che la persona con la quale aveva iniziato a chattare - una persona mai incontrata prima - cercasse costantemente di toccarla fisicamente, aveva sviluppato una vera e propria allucinazione tattile, fortunatamente curata con una breve terapia.

Il succo dello studio è questo: se siete stati lasciati o avete perso qualcuno sarete più propensi a rifugiarvi e cercare conforto in una relazione virtuale, ad aprirvi con qualcuno che non avete mai conosciuto ed immergervi anima e corpo in quella relazione, protetti dietro lo schermo di un computer.

Buone notizie: si può guarire in fretta

La ricerca, pubblicata nel Journal of Psychiatry and Related Sciences di Israele, si conclude con una buona notizia: tutti i pazienti si sono resi conto di aver un problema e sono riusciti con successo ad uscirne completamente dopo aver chiesto l'intervento di esperti.

Via | CNET

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