Facebook causa divorzi, la polizia iraniana blocca il social network ma gli utenti reagiscono

Facebook è causa di divorzi: la polizia iraniana parla chiaro e impedisce l'accesso al social network. Peccato che gli utenti abbiano reagito e aggirato il divieto

FacebookFacebook è la principale causa dei divorizi in Iran? La polizia dello Stato ne è convinta e sarebbe stato proprio questo, e cioè un motivo di ordine etico, a spingerla a intervenire: un terzo dei matrimoni finiscono a causa di Mark Zuckerberg, che, intanto, fra un volo e l'altro, ha collezionato (solo nel 2012) la bellezza di due milioni di dollari. La popolazione, comunque, non è stata di certo ad assistere ai deliri delle forze dell'ordine ed è riuscita a superare gli ostacoli, attraverso proxy e server stranieri: pensate che recenti indagini hanno dimostrato che sono 17 milioni gli utenti social della repubblica islamica (il 30% di questi, inoltre, è costituito da under 30).

Il controllo della rete è stato intensificato moltissimo lo scorso anno, quando le proteste di piazza hanno fatto capire alle autorità iraniane che solo impedendo ai cittadini di accedere al web e a Facebook, ritenuto "il più pericoloso e disgustoso strumento di spionaggio", avrebbero potuto impedire agli Stati Uniti di diffondere la propria cultura non solo nei propri territori ma anche in tutto il resto dei Paesi.

Facebook, ovviamente, non vive solo del contributo dell'Iran (anche se 17 milioni di utenti sono tantissimi): le ultime statistiche vogliono che sia in calo in America, perché ritenuto noioso, pur non spostando di una virgola i risultati di alcune indagini emersi l'anno scorso; finora, infatti, è il social network più attivo e seguito al mondo.

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