Gli "hacker del PD" violano le email del Movimento 5 Stelle, pubblicate email della deputata Giulia Sarti

Un gruppo di hacker afferma di avere accesso alle email private dei membri del Movimento 5 Stelle. Pubblicate sul web le email della deputata Giulia Sarti.

Si firma col nome "Gli hacker del PD", il presunto gruppo che avrebbe ottenuto accesso a quella che sarebbe (il condizionale, anche ripetuto, è d'obbligo) circa una trentina di caselle email, appartenenti a esponenti del Movimento 5 Stelle, tra le quali anche quelle di deputati e senatori eletti durante le ultime elezioni politiche.

La pubblicazione dei contenuti di una di queste caselle sarebbe già avvenuta, così come annunciato dal gruppo attraverso il neonato account Twitter @anonpd: si tratterebbe dei messaggi provenienti dalla mailbox privata della deputata Giulia Sarti, per un totale di circa 1,2 GB di dati privati. A questa pubblicazione, gli "hacker del PD" minacciano di far seguire ulteriori leak, riguardanti altri personaggi del M5S.

Secondo L'Espresso, le mailbox in questione non sarebbero state violate in tempi recenti: gli hacker avrebbero infatti ottenuto l'accesso a esse almeno dallo scorso novembre, continuando quindi a tenerle d'occhio e a controllarle ripetutamente per almeno 5 mesi.

La richiesta degli hacker


Oltre che da Twitter, la minaccia è arrivata anche dal sito Glihackerdelpd.bitbucket.org, dove è stato pubblicato il video che potete vedere qui sotto: la richiesta, per evitare che con cadenza settimanale vengano pubblicati i dati provenienti dalle caselle email dei membri del Movimento 5 Stelle, sarebbe quella di ottenere trasparenza dai leader Grillo e Casaleggio, invitati a presentare i loro redditi e patrimoni, più i ricavi derivanti dal sito www.beppegrillo.it e da quelli a esso correlati.

Anonymous e Partito Democratico


Il riferimento con scritte e immagini al famoso gruppo hacker Anonymous e al Partito Democratico, lascia piuttosto interdetti, soprattutto per il semplice motivo che il suddetto gruppo non arriverebbe mai ad accostarsi, nella sua idea originale, a uno schieramento politico.

Ma trattandosi di un'organizzazione senza vertici, come ripetuto più volte, non è da escludere che alcuni membri abbiano deciso di compiere questa azione per "dare una mano" al Partito Democratico, naturalmente estraneo alla vicenda. Se confermata, la violazione sarebbe comunque di elevatissima gravità, considerando anche il possibile impatto politico che potrebbero avere alcune email nel caso in cui diventino di pubblico dominio.

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