Piggybackr, il Kickstarter per studenti e bambini ed il crowdsourcing educational

Piggybackr è molto simile a Kickstarter, ma si rivolge ai ragazzi, e più specificamente agli studenti dalle elementari fino all'università. Il crowdsourcing è popolare e funzionale, ma è possibile risolvere i problemi di privacy e sicurezza che impedirebbero ad un ragazzino di sfruttare il fenomeno?


Piggybackr è uno di quegli esperimenti che vorremmo veder prendere piede, ed è anche un degno e brillante progetto imprenditoriale: dare ai ragazzi il proprio Kickstarter preservandoli dai pericoli e problemi dell’interazione social.

Crowdfunding come aiuto all’istruzione



In un clima finanziariamente disastrato come l’attuale, trovare fondi per l’istruzione è uno di quegli argomenti sui quali interi governi sono capaci di saltare. Chiunque organizzi per le scuole sa che è difficile ottenere soldi dallo stato e dalle istituzioni.

Ottenere soldi con il crowdfunding invece è possibile, specie ora che la società ha compreso come funziona ed inizia a trovarlo familiare. Se gadget, giocattoli, film e strane invenzioni possono trovare finanziamenti milionari, perché non dovrebbe essere possibile fare lo stesso per un progetto scolastico, una squadra sportiva o uno sforzo umanitario?

Se questo poi rende protagonisti i ragazzi, invece di qualche insegnante “trascinatore”, è ancora meglio. C’è qualche problema da risolvere, e Piggybackr è uno sforzo nella direzione giusta.

Come funziona Piggybackr



Kickstarter ed IndieGoGo non consentono ai minori di iniziare un progetto - Piggybackr è aperto agli studenti, ai loro insegnati, allenatori o genitori, ma il punto è che sono incoraggiati a partecipare come gruppo, non come singolo. Questo risolve il problema della privacy e dei pericoli che un ragazzo non sarebbe capace di gestire sulla rete.

Anche il metodo con cui si gestisce un progetto di Piggybackr è diverso da quello di Kickstarter, perché i singoli studenti all’interno del gruppo sono spinti a completare dei “task”, come fare proselitismo tra amici e parenti, creare un video per aiutare la campagna e così via. Questi “compiti” da svolgere danno fondi, ed hanno il doppio scopo di rimuovere l’imbarazzo generato da raccolta fondi.

Piggybackr richiede una percentuale (deve pur sopravvivere). Ammonta al 5% dei fondi raccolti, più 30 centesimi di dollaro a donazione. Per il momento questa startup è ancora in fase di allestimento, ma ha già completato una demo-run in cui ha aiutato a finanziare con successo progetti universitari e scolastici in USA.

Il futuro è anche di chi ha idee originali e costruttive come questa.

Via | Wall Street Journal

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