Attentato a Boston, come la notizia viaggia su Twitter e Vine: video e foto

I social media hanno fatto la differenza quando le bombe sono esplose a Boston e la rete cellulare ha smesso di funzionare. Anche giornali e polizia hanno iniziato ad usarli per informare i cittadini

Esplosioni a Boston, galleria immagini dei social media


Chiunque sia costantemente pronto a criticare i social media per la loro frivolezza e per l’invasione della privacy dovrebbe fare i conti anche con i loro aspetti positivi: a Boston le bombe hanno scosso la città, creato il panico, ucciso e ferito. I cellulari non funzionavano più, ma i social media sì, e le informazioni vitali correvano su di essi. Per fortuna.

#BostonMaraton per capire e tenersi in contatto



Le bombe hanno iniziato a scoppiare e la polizia ad accorrere, il panico ha colpito la linea del traguardo della Maratona e non si poteva più telefonare.

Il caos dell’attentato ha subito varcato i confini cittadini e nazionali, ed in quello che per Boston era il pomeriggio l’hashtag #BostonMarathon è subito schizzato in cima ai trend.

I social media hanno battuto tutti i media tradizionali, avvisando residenti e mondo intero dei fatti. Un tempo prima di agire le persone guardavano la tv, i notiziari se c’era una crisi. Oggi si rivolgono a Twitter e Facebook, perché persino le autorità hanno capito che è il luogo in cui diramare prima e meglio i comunicati. Il momento dell'esplosione colto da Vine, con il suo formato di sei secondi, è davvero agghiacciante.



Su YouTube, comunque, la copertura è più completa.
Chi si è ritrovato nel posto sbagliato al momento sbagliato è riuscito subito a contattare i propri cari grazie a Facebook, e con rimarchevole velocità Google ha allestito il suo servizio di emergenze Person Finder per aiutare tutti gli altri.

Polizia e giornali hanno sfruttato i social media



Ormai anche i media tradizionali si rendono conto dell’importanza dell’immediatezza. Da National Geographic apprendiamo che il Boston Globe ha modificato la sua home durante l’emergenza in un liveblog, aggregando tweet ed update dei suoi giornalisti e delle autorità per tenere i cittadini informati e calmi.

Tanto la polizia quanto il corpo dei pompieri e gli organizzatori della maratona hanno diffuso su Twitter allarmi, comunicazioni importanti e bollettini.




A questo si è aggiunto uno stream inarrestabile di informazioni e dettagli delle persone che si sono trovate direttamente coinvolte, e tutta questa massa di dati aiuterà molto nelle indagini, perché la Maratona di Boston è un evento sociale e comunitario, seguitissimo e twittatissimo. Ci sono buone probabilità di individuare i responsabili dopo un accurato lavoro di analisi.

Il lato oscuro dei social, disinformazione, panico e truffe



Questo articolo non sarebbe completo senza elencare alcuni aspetti negativi del coinvolgimento dei social media nelle emergenze.

Prima di tutto, i comunicati sono giunti subito ai diretti interessati, ma allo stesso tempo anche la disinformazione ed il panico. Rumor e paure di cittadini più o meno autorevoli hanno contribuito a scatenare confusione.

Esplosioni a Boston, galleria immagini dei social media


Allo stesso tempo, non sono mancati i criminali senza scrupoli. Un account chiamato @_BostonMarathon ha tentato di imbastire una raccolta fondi per le vittime. Il trattino prima del nome rivela che si trattava di un account fasullo, naturalmente. Altri "scam" condivisi nella foga del momento erano più innocenti e sono solo un esempio di stupidità e dabbenaggine degli utenti.




C’è della redenzione nella galassia social, comunque. Se è vero che chiunque può dire le peggiori stupidaggini, è anche vero che le inaccuratezze ed i pettegolezzi vengono abbattuti con precisione e puntualità rimarchevole. Se la folla è stupida, i social media lo sono molto meno. Il truffatore è stato riconosciuto in pochi minuti, e la calma ristabilita ad ogni voce incontrollata.

Parafrasando questo saggissimo utente - dopo qualche ora Twitter è solo un eco degli altri media. L'utilità è il tempo reale, non l'analisi delle conseguenze.

Il silenzio


Esplosioni a Boston, galleria immagini dei social media


A distanza di ore, c’è molto meno traffico di quanto ci aspettavamo, almeno per quello che riguarda i cittadini di Boston. Il resto del mondo esprime rabbia e cordoglio, ma i diretti interessati tacciono, cercando di digerire l’accaduto.

La città ha risposto in modo ammirevole, comunque. Anche grazie a questi giocattoli moderni, tanto disprezzati, che noi usiamo per fotografare pranzi al ristorante e gatti per la maggior parte delle nostre vite.

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