Accordo Google-Commissione EU, il documento è stato firmato

Continua il balletto tra Google e la Commissione Europea, e questa volta c'è la possibilità di un accordo. Google infatti ha offerto di rivedere alcuni punti minori delle sue pratiche commerciali e di vincolarsi legalmente a tali cambiamenti.


Aggiornamento ore 12.
Ci arriva notizia della “ricetta di Google” per risolvere il problema dell’antitrust, ovverosia il contenuto dell’accordo con l’UE.

  • La “riforma” dei risultati delle ricerche punta su una nuova interfaccia, che come avremo precedentemente fatto notare diventerà diversa per noi europei rispetto al resto del mondo

  • I risultati delle ricerche saranno etichettati, un procedimento conosciuto come labeling che metterà in evidenza quali di questi suggerimenti sono provenienti da Google

  • Il labeling non sarà a senso unico, i prodotti dei concorrenti saranno evidenziati per non risultare meno visibili

  • Come precedentemente annunciato ci sarà un periodo di sperimentazione sotto lo sguardo vigile di un “ispettore” di terze parti, che controllerà l’effettivo impatto di queste modifiche. Se risultasse poco efficace, è possibile che l’iter di inchiesta ricominci da capo.

  • Quale sia il risultato finale, è una grossa vittoria per Google, che nel peggiore dei casi si è “comprato” del tempo prezioso.

    ore 10:40. secondo la stampa pare che l'accordo sia stato effettivamente siglato, attendiamo dettagli sugli effettivi contenuti negoziati tra Google e la Commissione Europea per l'antitrust.

    Google sta provando la strada dell’autoregolamentazione per risolvere l’impasse in cui si ritrova ormai da anni: sotto il microscopio dell’antitrust europeo, pur avendo risolto da mesi in modo molto favorevole lo scrutinio delle commissioni americane, al di qua dell’Atlantico non sembrano esserci molte speranze di uscirne senza qualche problema, anche a causa delle accuse mosse da un consorzio di concorrenti al sistema operativo mobile Android.

    Processo a Google



    L’accordo, se si farà, sarà stipulato sotto all’egida di un procedimento noto come Articolo 9, che detta le procedure da attuare in un caso in cui le multe non sarebbero appropriate.

    Se così fosse, sarebbe un indizio piuttosto significativo, anche perché se lo sommiamo alle lungaggini della commissione è facile trarre la conclusione che l’antitrust potrebbe non essere in grado di verificare le accuse mosse a Google in modo sufficientemente solido. D’altro canto, forse questa è semplicemente la posizione della multinazionale, che spera di dimostrare così di avere le mani pulite.

    L’autoregolamentazione, che stando alle fonti consisterebbe in una serie di modifiche di piccolo conto alle pratiche di business del motore di ricerca, sarebbe legalmente vincolante per la corporation, che cerca di svicolare il più possibile dalle accuse di abuso di posizione dominante.

    Il pacchetto di concessioni all’Unione



    Le trattative tra Unione Europea e Google hanno dato come frutto un pacchetto di concessioni. Non abbiamo dettagli su quali potrebbero essere i singoli punti dell’accordo, ma una fonte anonima sostiene che le caratteristiche fondamentali del “trattato di pace” saranno le seguenti:

  • Il pacchetto è legalmente vincolante per Google, esattamente come lo sarebbe una sentenza

  • Le concessioni saranno testate sul mercato per vedere quali sono i risultati, prima di essere riconsiderate. La commissione vuole essere sicura dell’impatto reale di questi accordi

  • Google sarà sotto al controllo di terzi (un “arbitro” neutrale) per monitorare tanto l’efficacia dell’accordo quanto l’aderenza allo stesso da parte della corporation

  • Il motore di ricerca vero e proprio, ne consegue, diventerebbe leggermente diverso per noi in Europa, dato che accordi simili non esistono oltreoceano
  • Via | Wall Street Journal

    • shares
    • Mail