Microsoft continua la campagna "Scroogled" e attacca la privacy nel Google Play Store

Microsoft torna ad attaccare Google con un nuovo spot nell'ambito della campagna contro l'azienda di Mountain View denominata "Scroogled"

Microsoft l'aveva promesso. La campagna Scroogled, la serie di iniziative volte a screditare il suo più acerrimo nemico, Google, era ben lontana dal considerarsi conclusa e l'ultimo attacco è stato lanciato poche ore fa.

Stavolta l'oggetto dellla campagna è la condivisione delle informazioni degli utenti che fanno acquisti nel Google Play Store con gli sviluppatori delle singole app. In poco meno di un minuto Microsoft riassume così la questione: ogni volta che acquistate un'app dal Google Play Store, Google raccoglie le vostre informazioni - nome completo, indirizzo email e posizione - e le passa allo sviluppatore di quell'applicazione.

E se la maggior parte degli sviluppatori sono persone fidate, ci sono sempre le mele marce che possono utilizzare quelle informazioni per altri scopi. L'allarme è chiaro, parola di Microsoft: "chissà cosa faranno con quelle informazioni, gli app makers sono diffusi in tutto il Mondo e Google non vi mette in guardia da ciò".

Google tiene gli utenti all'oscuro, o no?

Google, ci fanno sapere da Redmond, non avverte gli utenti di questo trasferimento di dati - non se ne parla in fase di checkout, né nella ricevuta che vi viene inviata dopo l'acquisto - ma l'azienda si è già espressa più volte sulla questione, sostenendo che questo passaggio di informazioni non viola le condizioni della privacy accettate dagli utenti:

Google Wallet condivide le informazioni necessarie al processo di transazione, come chiaramente spiegato nelle note sulla privacy di Google Wallet.

Chissà se stavolta, alla luce di questa nuova campagna, Google si prenderà la briga di intervenire in maniera più approfondita e fare un po' di chiarezza.

La soluzione di Microsoft

La conclusione di Microsoft è sempre la stessa. Se non potete fidarvi dell'app store di Google, come potete fidarvi dell'azienda per qualsiasi altra cosa? La soluzione, ci dicono da Redmond, è proprio dietro l'angolo: passare a Microsoft ed utilizzare tutti i suoi prodotti e servizi. Nel caso specifico, acquistate un Windows Phone e potete star certi che Microsoft non condividerà la vostre informazioni con gli sviluppatori di terze parti.

Via | NeoWin

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