Se la musica classica va d'accordo con internet

SpartitoSembra che la musica classica vada particolarmente d'accordo con la rete e che l'industria del settore stia facendo segnare un vero e proprio boom grazie a internet. Ma facciamo prima un passo indietro. Già nel 2005 la Bbc (forse molti di voi lo ricorderanno) aveva diffuso gratuitamente un'ottima esecuzione delle nove sinfonie di Beethoven.

La mossa aveva "aiutato", se così si può dire, la musica classica ad approdare sui computer di milioni di utenti in tutto il mondo, molti dei quali altrimenti non avrebbero mai ascoltato quel tipo di musica. Ma non tutti erano d'accordo: le varie case discografiche che trattavano questo tipo di musica si erano schierate compatte contro la scelta della Bbc: "Danneggia il mercato", avevano detto).

Oggi, invece, sembra che i maggiori fatturati di queste aziende provengano proprio da internet, che è diventato un luogo naturale per il download e l'acquisto di musica classica.

Oltre alla possibilità di scaricare musiche originali a prezzi molto competitivi (o addirittura gratuitamente) la rete permette anche agli amanti di questo genere (che di solito sono anche amanti delle rarità e della ricercatezza) di sfogliare cataloghi di case di produzione sparse per il mondo altrimenti irraggiungibili.

E poi, dall'altro lato, aiuta anche i giovani musicisti a farsi conoscere, tramite la possibilità di mettere in rete pezzi delle proprie opere, e a guadagnare qualcosina vendendo direttamente i propri spartiti.

Tra i nostri lettori c'è qualche appassionato di musica classica che vuole raccontare la propria esperienza?

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