Blink, Google crea per Chrome un "nuovo" motore di rendering

Google crea un fork del WebKit, si chiamerà Blink e sarà d'ora in poi il motore di rendering di Chrome e Chromium.

La data di oggi segna un divorzio importande ed il ritorno ad un panorama frammentario nelle “guerre dei browser”. Se Mozilla si preoccupava dell’ eccessiva uniformità dell'appoggio dato a WebKit, il motore di rendering a cui si contavano tanto Google quanto Apple, i suoi timori ora possono quietarsi: Chrome e Chromium d’ora in poi si affideranno a Blink, il fork di Google del progetto WebKit.

Libertà per Chrome e per Safari



Google afferma che questa mossa “libererà tecnologicamente” tanto Chrome quanto il browser di Apple, Safari. Fino ad oggi le due multinazionali avevano collaborato al codice del WebKit, un progetto che è di fatto open source ed a cui ognuno può accedere.

Blink sarà inizialmente identico al WebKit, anche perché al momento la rottura è più filosofica che informatica. Con il passare di mesi ed anni, però, diventerà un progetto completamente separato.

Ovviamente il browser open source Chromium, che fa da “prototipo di collaudo” per il commerciale Chrome, sarà il primo a subire questi cambiamenti. Secondo il blog ufficiale del progetto, Chromium era già piuttosto differente dagli altri browser WebKit, se prendiamo in considerazione la sua caratteristica archittettura a processi multipli.

Il primo cambiamento sarà la semplificazione: non serve più supportare il codice per altri browser e saranno cancellati sette sistemi di build, 7.000 file e circa 4,5 milioni di stringhe di codice.

La mossa, dicono gli sviluppatori del team Chromium, deriva proprio dal desiderio di semplificarsi la vita.

Una nota storica: cos’è il WebKit



Il WebKit è nato nel 2005 da un fork dell’engine open source KHTML. Andando contro alla maggior parte delle decisioni precedenti, Apple ha deciso di rendere il progetto open source, e Google è salito a bordo relativamente in fretta.

Inizialmente Google usava un fork del WebKit, ma ha optato (anche lì per “semplificarsi la vita”) di riconciliarsi con il progetto generale. Oltre all'uscente Google ed alla già citata Apple, al progetto lavorano anche sviluppatori Nokia, BlackBerry, Intel, Samsung ed Adobe.

Ci sono moltissimi browser che usano il WebKit, ma si tratta di un motore di rendering e pertanto c’è una grande diversità di base nel suo utilizzo.

In futuro sarà il turno di Chrome e Chrome OS - e di Opera



Non esiste ancora una cronotabella per lo spostamento a Blink, ma siccome Chrome deriva espressamente da Chromium, è solo questione di tempo prima che anche il browser commerciale e Chrome OS, il sistema operativo basato su di esso, ne colgano i benefici (o per lo meno i cambiamenti).

Opera aveva appena scelto di appoggiarsi al WebKit, ed ha subito fatto sapere di preferire l’idea di basarsi su Blink, anche perché in febbraio il gruppo aveva dichiarato di tenere particolarmente d’occhio Chromium. La scelta, pertanto, è piuttosto obbligata.

Opera è il più piccolo dei browser “principali”, ma è molto importante nel mondo del mobile.

Via | Techcrunch

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