Google sulla privacy, i garanti di sei paesi europei avviano l'istruttoria

Niente da fare, nonostante le promesse avanzate dal colosso di BigG i primi giorni di marzo, le autorità di alcuni paesi europei sono pronti a procedere con la forza, minacciando l'azienda americana, con pesanti sanzioni, per non aver fornito risposte esaustive per quel che riguarda la gestione dei dati personali degli utenti internauti.


Ancora una volta troviamo dunque la privacy al centro delle questione, quasi in contemporanea con le dimissioni presentate da Director of privacy di Google, la signora Alma Whitten.

CNIL vs Google


La nuova avanzata è partita dall'ente francese CNIL acronimo di Commission Nationale de l’Informatique et des Libertés, il quale ha definito assolutamente insoddisfacenti le risposte fornitegli dagli amministratori del motore di ricerca più famoso del mondo. A spalleggiare la Francia in questa lotta troviamo anche Italia, Germania, Spagna, Olanda insieme e varie associazioni britanniche, che avranno il compito di quantificare nello specifico l'ammontare delle multe da applicare in relazione alle normative presenti nei paesi di riferimento.

Le parole del Garante dei dati personali


Di seguito vi mostriamo una parte del comunicato diffuso nelle scorse ore, riportanti le parole del presidente del Garante per la protezione dati personali, Antonello Soro:
“Google non può raccogliere e trattare i dati personali dei cittadini europei senza tenere conto del fatto che nell’Unione Europea vigono norme precise a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini dell’UE. L’azione congiunta dei Garanti europei mira a riaffermare questo principio e a far sì che questi diritti vengano garantiti. Il Garante italiano è da tempo impegnato sul fronte internazionale proprio per operare affinché la privacy dei cittadini europei venga rispettata, non solo dalle imprese dell’UE, ma anche da parte dei big della Rete e da tutte le società che operano nel settore delle comunicazioni elettroniche, ovunque esse siano stabilite. Vogliamo impedire che esistano zone franche in materia di diritti fondamentali.”

Epilogo già vissuto


Nel 2012 BigG aveva introdotto una policy unificata, con lo scopo specifico di gestire in maniera ottimale, la privacy dei vari utenti disseminati tra oltre 60 servizi. Anche in quel caso la situazione destò l'attenzione dei garanti, che a seguito di domande poste proprio sulla nuova gestione della privacy, non ricevette risposte soddisfacenti. Nel 2011 invece assistemmo ad un nuovo capitolo della lotta tra CNIL e Google, che si consumò con una multa di 100.000 euro ai danni di Google, scenario che se nulla dovesse cambiare nelle prossime ore, è destinato a ripetersi.

Via Quotidiano.net

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