Facebook, gay non dichiarati? Il social network sa chi sono

FacebookQuesta è la strana storia di un ragazzo gay su Facebook e di una parola, "privacy", che social network di qualsiasi tipo - non solo quello di Mark Zuckerberg, che resta quello più seguito al mondo, ma anche tutti gli altri (Google +, per esempio) - continuano a ignorare. A raccontare l'accaduto è stato proprio Matt, un ragazzo statunitense che su Buzzfeed non ha di certo lesinato particolari.

Facebook sa che sei gay, grazie a un algoritmo


Facebook

, pensate, sapeva della sua omosessualità, ancor prima che lo raccontasse a qualcuno; è facile comprendere come sia potuto succedere - starete pensando -: in fin dei conti, il social network non fa altro che analizzare i movimenti di ogni suo iscritto, per rendere la sua esperienza la più completa e positiva possibile. Il punto è che questo controllo, ormai, ha superato ogni limite.

Matt racconta la sua storia


Ma leggiamo la lettera che Matt ha scritto a Buzzfeed:

"Come molte persone [...] sanno, il segreto più accuratamente custodito è la sessualità. Qualche notte fa ho mandato un messaggio a un mio amico chiedendogli consiglio su come fare coming out. Il giorno dopo mi sono svegliato con un 'suggerimento', ovvero uno spot selezionato sulla mia pagina Facebook: 'Coming out? Bisogno di aiuto?' Mi sono chiesto: come faceva Facebook a sapere che quella pubblicità poteva fare al caso mio? Non solo".

Come ha scoperto tutto Facebook?


La risposta sta proprio nel già citato algoritmo di controllo: Matt aveva apprezzato con "mi piace" la pagina di un locale gay friendly da lui frequentato e quella di un politico a favore dei matrimoni gay, luoghi in cui il ragazzo ha lasciato anche due commenti. Di lì al suggerimento, insomma, un esperto avrebbe senz'altro capito che il passo sarebbe stato breve.

Nessun allarme


Considerando che l'algoritmo di Facebook dovrebbe essere lo stesso di quello che Google, Amazon, Ebay, Yoox, Twitter e non solo seguono, le reazioni potrebbero essere due: o ci si ritira a vita privata in un convento o si evita di farsi tracciare. Siccome entrambe le ipotesi sono inverosimili, converrà farci l'abitudine: in fin dei conti, si tratta solo di suggerimenti ai quali nessuno può avere accesso.

Via | BuzzFeed

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