Microsoft indagata per corruzione in Cina ed Italia

Il governo degli Stati Uniti ha ricevuto una soffiata da parte di un ex-dipendente di Mcrosoft, che accusa Redmond di aver corrotto degli ufficiali governativi cinesi in cambio dell’acquisto di licenze, un’inchiesta che sta esaminando se la stessa cosa è capitata anche in Romania e qui, in Italia.

L’indagine è solo una di decine che gli organi federali stanno svolgendo, ed è frutto di una legge che sin dal ’77 proibisce ai business americani e quotati nelle borse americane di pagare bustarelle agli ufficiali stranieri. Le multe sono salatissime: un totale che sfiora i due miliardi di dollari.

Microsoft compra i responsabilii delle forniture statali?


L’indagine qui in Italia prende in esame il comportamento di alcuni consulenti specializzati nei programmi che ricompensano la lealtà dei clienti. Microsoft è accusata di aver sfruttato questi "specialisti" per blandire indirettamente gli ufficiali che nel nostro paese si occupano delle forniture statali. Purtroppo non è dato sapere quale sia il genere di "blandizie" offerte nè se esse abbiano effettivamente avuto il successo sperato.

Il dipendente degli uffici cinesi di Redmond, invece, accusa un dirigente dell’azienda di averlo indotto ad offrire bustarelle ad ufficiali cinesi in cambio di contratti di fornitura, un tipo di corruzione decisamente più diretta e smaccata.

Talpe cercasi


Il governo degli Stati Uniti sembra davvero molto deciso nella sua caccia ai corrotti, al punto da offrire incentivi in danaro a chi sia disposto a fare una soffiata. Per questa ragione le aziende sono molto pronte a iniziare un’indagine interna al primo segno di corruzione, cosa che in questo momento Microsoft starà sicuramente facendo.

Generalmente queste talpe tendono a mandare le accuse tanto al governo quanto all’azienda, nel tentativo di preservare il proprio lavoro. Le corporation che licenziano questi “spioni” sono costrette ad affrontare cause legali costosissime.

Via | Wall Street Journal

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