Lives On, social network per i morti (e non è uno scherzo)

La trovata è chiacchieratissima: Lives On è davvero un social network dedicato ai morti, e non parliamo di una sorta di rete sociale in cui grandi e piccini (più grandi che piccini, si spera) si riuniscono attorno alla figura di un caro scomparso, no no! Lives On, infatti, permette di allungare la vita di chi vi è iscritto, anche dopo la sua morte naturale: vengono creati degli account ad hoc, che rispecchiano il modo di fare che il defunto aveva quando era ancora vivo. Ma vediamo i dettagli.

LivesOn"When your heart stops beating, you'll keep tweeting", questo è il motto di LivesOn, la cui versione beta contava a inizio marzo circa 7mila iscritti; tradotto, significa "quando il tuo cuore smette di battere, continua a twittare" e lascia davvero ben sperare (forse).

Com'è possibile? Il meccanismo, in realtà, non è molto difficile da spiegare: chi crea un account sulla rete sociale le permette di analizzare tutti i propri movimenti: il tipo di follower, i tweet scritti giorno dopo giorno e la frequenza con la quale vengono lanciati, i retweet e molto altro ancora; LivesOn, insomma, tiene traccia della nostra routine, per poi riprodurla dopo l'arrivo in un altro mondo.

"Alcuni sono offesi, altri deliziati - spiega Dave Bedwood, uno fra i creatori del progetto, a The Guardian -.  Divide la gente per una questione di pancia, prima che filosofica o etica. Immaginate se cominciasse ad essere considerato come un parziale ma legittimo metodo per continuare a vivere. La criologia costa una fortuna, questo servizio è gratis e scommetto che funzionerà meglio di una testa congelata".

Considerando che l'attività del social network sarà monetizzata e che una tale esorcizzazione della morte incute un certo terrore, forse sarebbe il caso che il team desistesse e si buttasse in un campo... più vitale!

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