Kim Dotcom contro tutti, sono gli studios a incoraggiare la pirateria

Kim Dotcom

Kim Dotcom si è materializzato al SXSW di Austin, via Skype ovviamente, per prendere parte a una sessione di domande e risposte della durata di un’ora. Durante l'intervista, il pezzo da novanta di Megaupload prima, e Mega dopo, ha spiegato di voler fare di tutto per non finire in prigione, dimostrando quanto le misure adottate dal governo statunitense siano state ingiuste (tempo fa, in realtà, parlò di un vero e proprio complotto). "Non finirò mai in una prigione americana – ha dichiarato – questo posso garantirvelo”.Dotcom non ha perso l’occasione di scagliarsi contro Hollywood:

Hollywood ha un modello di business superato, che nell'epoca di Internet non funziona più. Internet riguarda l'attualità, giusto? Se vai su Wikipedia e vuoi cercare un articolo di giornale, lo trovi subito. Non ti dicono di tornare fra tre mesi senza mettertelo subito a disposizione. Sono gli studios a incoraggiare la pirateria, quando distribuiscono un film negli Stati Uniti e in nessuna altra parte del mondo per i tre o sei mesi successivi”.

Ricordiamo che l’accusa lanciata a Kim Dotcom è proprio quella di aver favorito la pirateria con Megaupload, permettendo agli utenti di conservare moltissimo materiale, così tanto da danneggiare le major di milioni e milioni di dollari. La sua risposta a queste accuse è stata chiara: non è stato lui a favorire la pirateria, ma gli utenti a usare male la piattaforma.

Non sappiamo come andranno i fatti, ma siamo certi che Kim non si metterà da parte molto facilmente; ha già in serbo, infatti, un servizio digitale musicale in HTML 5 – ha raccontato durante la sessione di domande e risposte – che farà impallidire persino iTunes:

Mi immagino che renderemo pubblico il sito nell'arco dei prossimi sei mesi; è molto simile ad iTunes, ma è molto più veloce di iTunes o di qualsiasi altra cosa ci sia oggi in giro”.

Un po' troppo convinto, forse?

  • shares
  • Mail