Unione Europea, i siti per adulti sono salvi

I visitatori di siti per adulti in giro per l'Europa possono tirare un sospiro di sollievo: il pericolo oscuramento è scampato. La proposta della deputata Kartika Tamara Liotard per bandire tali siti è stata infatti rimossa dal documento dal titolo Eliminazione degli stereotipi di genere nell’Unione europea, prima che questo venisse votato nella giornata di ieri dal Parlamento.

Per la cronaca, la proposta modificata è stata votata a favore da 368 parlamentari, con 159 voti a sfavore e 98 astenuti: non un disegno di legge come abbiamo avuto modo di vedere in precedenza, ma una serie di linee guida per indirizzare il comportamento dell'Unione Europea nei confronti degli stereotipi di genere sessuale.

La proposta di bandire i siti per adulti è stata dunque eliminata, probabilmente anche grazie all'ondata di proteste e alle accuse di censura piovute sul Parlamento Europeo, dove Christian Engström del Partito Pirata svedese si è fatto portavoce dei cittadini fino al presidente Martin Schulz.

Sul Telegraph al momento non viene raccontato il retroscena riportato dal nostro Corriere, secondo il quale la frase

“6 ter. invita l’UE e gli Stati membri a dare un seguito concreto alla risoluzione del Parlamento europeo del 1997 che chiede il divieto di tutte le forme di contenuti per adulti nei mezzi di informazione e della pubblicità del turismo sessuale;”

sarebbe di fatto stata inserita per errore nel report, secondo quanto dichiarato dalla stessa Kartika Tamara Liotard, che avrebbe voluto vietare la pornografia solo nelle pubblicità:

"C'è stato un problema di comunicazione dovuto al fatto che è stata utilizzata la parola media, l'intenzione iniziale era rivolta a chi realizza pubblicità, non ai mezzi di informazione"

Foto | Flickr

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