Il sito di JP Morgan Chase abbattuto dagli hacker

Abbiamo visto ieri quanto gli Stati Uniti siano preoccupati per l’inasprirsi della minaccia del cybercrime, qualsiasi forma esso prenda.

Il problema non sono solo le cyber-spie cinesi, ma anche gli hacker che rivolgono le proprie attenzioni ed i loro mezzi per attacchi poco pratici ma significativi. È quello che è successo al sito della JP Morgan Chase, spinto offline da un DDoS.

La banca JP Morgan Chase era irraggiungibile per gli utenti, di fatto era impossibile l’online banking - Gli smartphone funzionavano regolarmente invece, ed i dati sono rimasti al sicuro. A quanto pare il team tecnico della banca sta ancora lavorando per garantire che il funzionamento sia del tutto ripristinato.

Normalmente il defacing o l’abbattimento di un sito per traffico eccessivo non fanno danni permanenti, ma nel caso di un servizio bancario i problemi possono essere di fatto più gravi. Per tutto il periodo dei disturbi, infatti, il business è stato interrotto - Il danno tanto per gli utenti che per la banca è stato quindi assolutamente reale e tangibile.

Non si può dire per certo chi sia il responsabile ma ci sono di sicuro degli ottimi candidati, prima di tutto un gruppo fondamentalista islamico chiamato “Izz ad-Din al-Qassam Cyber Fighters”, che ha rivendicato un’azione molto simile in dicembre, anche questa volta rivolta agli istituti bancari nordamericani.

Qualche mese fa, in gennaio, sia alcuni ufficiali della sicurezza nazionale americana che dei ricercatori indipendenti hanno invece sostenuto che l’origine di questi attacchi sia l’Iran. Anche Anonymous ha comunque portato a termine azioni dimostrative contro questo genere di bersaglio.

Il 2013 dovrebbe essere un anno di fuoco, comunque, con ogni genere di cybercriminale intento a sfogare il proprio “potere distruttivo” su obiettivi politici ed economici.

Via | Bloomberg

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