Parlamento Europeo e siti per adulti: censurate le proteste via email?

Parlamento Europeo e siti per adulti: censurate le proteste via email?

Con in ballo un argomento spinoso come quello relativo al blocco dei siti per adulti, era difficile immaginare che le polemiche e le proteste non sarebbero divampate nei confronti del Parlamento Europeo: come saprete, i nostri eurodeputati saranno chiamati nella giornata di martedì 12 marzo a votare su una proposta per bandire tali contenuti da tutti quanti i media, compresa la rete Internet.

Ma la notizia di oggi è ben più grave, e se confermata segnerebbe sicuramente un bruttissimo episodio nel dialogo tra i cittadini europei e chi li rappresenta a Bruxelles: la denuncia arriva da Christian Engström del Partito Pirata, secondo il quale le proteste via email dei cittadini sarebbero state censurate dal dipartimento IT del Parlamento Europeo, che avrebbe posto alcuni filtri per evitare il loro recapito.

Engström ha riportato sul suo blog i dettagli dell'operazione: secondo quanto scritto nel post, circa 350.000 email sarebbero state inviate alla sua casella di posta elettronica nella mattinata di ieri prima delle 12:00, per poi interrompere il flusso improvvisamente. Da qui l'accusa del politico svedese:

"Il dipartimento IT del Parlamento Europeo sta bloccando il recapito di email sull'argomento, dopo che alcuni membri del parlamento si sono lamentati per aver ricevuto messaggi dai cittadini."

Un provvedimento visto da Engström come un "assoluto disonore", alla luce del fatto che i parlamentari vedrebbero le proteste dei cittadini alla stregua del normale spam. Nel suo post, il politico anticipa l'invio di una lettera al presidente del Parlamento Europeo, Martin Schulz, per metterlo al corrente della "pratica totalmente antidemocratica".

La battaglia scaturisce come dicevamo ieri dalla proposta di Kartika Tamara Liotard, parlamentare europea del Partito Socialista olandese, di bloccare i siti per adulti creando anche alcune regole per i provider: una proposta che non costituisce un disegno di legge, ma sufficiente a scatenare il prevedibile polverone arrivato nelle caselle email dei parlamentari europei.

Via | Cnet.com
Foto | Flickr

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