YouTube contro Spotify, Google progetta il suo servizio di streaming musicale

Google sembra intenzionato ad entrare in profondità nel fiorente ma problematico mercato della musica in streaming, il fenomeno che sta semplicemente ribaltando le cifre della pirateria.

Il bersaglio è il top: la vita non è mai stata particolarmente facile per il più famoso servizio in campo, Spotify, e non certo perché i guadagni non siano consistenti - Più che altro il problema è la larga fetta che viene pretesa dalle Major discografiche.

Non è mai mancata neppure la concorrenza, e quando il nome di uno dei rivali è Google puoi stare certo di dover combattere per restare a galla. Per fortuna, però, il gigante di Mountain View ha una certa tendenza a fallire ed abbandonare in fretta nei suoi “side-project”, ed in questo caso la concorrenza può essere solo un bene per noi umili consumatori.

Da qualche mese abbiamo già visto il lavoro della corporation su Google Play, e sappiamo che Google sta stringendo accordi con i produttori musicali a destra ed a sinistra. Un'altra caratteristica tipica delle strategie googoliane è quella di usare tutte le armi a disposizione in modo innovativo, quindi non stupisce che si sia scelto di basare la prossima fase dell'operazione su YouTube.

Difficile prevedere quale sarà il modello commerciale, ma sembra che le Major spingano per aumentare le entrate con l’introduzione di un canone periodico. Google Play è un negozio, ed il volume di affari musicali è ancora piccolo, sebbene in crescita. YouTube è tutta un’altra storia - quando qualcuno vuole ascoltare una canzone, è lì che va a cercarla e quindi sembra una risorsa da non sottovalutare. Il fatto che ci siano anche i video è un fattore positivo, certo, ma in questo caso è stranamente secondario. YouTube può essere visto come il più grande "discovery engine" musicale della rete, il posto che va visitato per ritrovare o scoprire nuovi sound. Spremere più soldi da questo processo potrebbe essere una fonte di guadagno significativa, perché la sola pubblicità non sembra soddisfare le brame senza fondo dell’industria musicale.

Ora quello che manca è “solo” una maniera per far pagare il pubblico senza che si senta defraudato di qualcosa che già possiede - E questo non sarà facile.

Foto | Flickr
Via | Fortune

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