Auti-sim, l'esperienza simulata dell'ipersensibilità dell'autismo

Con Auti-sim non vi capiterà certo di vivere un’esperienza scientificamente valida, perchè è costruito sulle sensazioni. Tuttavia si può trattare di un breve viaggio utile nella testa di chi soffre di alcune forme di autismo. Ve lo preannuncio, non sarà rilassante.

Alla fine dei conti Auti-sim è solo un gioco, un videogame, un esperimento nato in una hackaton di prodotti software per il medicare, ma lo stesso è andato a toccare una corda sensibile. Molte persone affette da autismo si sono espresse a favore di un simile ed originale media - anche se in tanti altri hanno protestato perché l’esperienza, salvo che nella spiacevolezza, non è comparabile a quella reale.

Auti-sim non pretende di essere una soluzione a nulla, ma cerca di far capire a chi non lo prova com’è vedere il mondo attraverso un’acuta ipersensibilità agli stimoli, un disturbo che talvolta si manifesta assieme all'autismo. Ambientato in un parco giochi, scoprirete ben presto che gli unici luoghi in cui stare bene sono quelli in cui si è da soli.

Tutti i bambini del campo giochi, infatti, appariranno come mostri privi di volto, e la vicinanza con essi scatenerà un aumento di volume e l’incapacità sempre più marcata di distinguere parole che già non hanno alcun senso, perché è solo alfabeto ripetuto all’infinito. Seguirà l’incapacità di vedere e sentire alcunché, perché il nostro campo visivo verrà invaso da pulviscolo statico.

Sembra un film horror? È semplicemente un modo diverso di vedere la realtà, qualcosa che non si può controllare - E che porta indubbiamente un individuo a rifuggire il prossimo o a comportarsi in modo poco comprensibile a chi non può condividere.

L’esperimento dura poco, in meno di un minuto avrete visto tutto quello che c’era da vedere. Ci si può costruire qualcosa, forse, un mezzo per comunicare sensazioni senza lunghe, assurde spiegazioni.

Via | Ars Technica

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