Facebook potrebbe morire così, studiato il declino di un social network

FacebookÈ davvero interessante lo studio di ArXiv su Friendster e la morte dei social network. Per chi non lo sapesse, il primo è una rete sociale deceduta nel 2009 e riapparsa nel web come sito di gaming online soltanto nel 2011. I dati raccolti da Internet Archive hanno consentito ad ArXiv di fare delle indagini accurate sulla salute delle piattaforme e sui motivi del loro declino, partendo da una semplice domanda: “Cosa uccide un social network?”.Friendster nel 2003 contava decine di milioni di utenti, a tal punto che Google aveva offerto al suo proprietario circa 30 milioni per acquisirlo; nel 2005, però, iniziarono a presentarsi i primi problemi, perché tutti gli statunitensi si disaffezionarono – un po’ come starebbe succedendo a Facebook, secondo alcuni critici – e fino al 2009 fu il Sud-Est asiatico a mantenere viva la rete sociale: erano presenti ancora 10 milioni di persone, che, però, abbandonarono il team quattro anni fa, quando un restyling mal riuscito e problemi tecnici mai davvero risolti spinsero tutti verso il social network di Mark Zuckerberg.

David Garcia, Pavlin Mavrodiev e Frank Schweitzer  hanno spiegato che il principale motivo del declino stava in alcuni nuclei di amici molto piccoli e poco collegati tra loro; in altri termini, questi utenti, avendo pochi compagni, si accorgevano presto del loro abbandono e, convinti che avrebbero dovuto fare lo stesso, alla fine cedevano: la diserzione, insomma, è stata progressiva. "Man mano che questi K-core [i nuclei ndr] si disintegravano, Friendester collassava su se stesso", ha spiegato David Garcia a Wired.com.

L’altro motivo del fallimento, però, è stato il rapporto costi-benefici, e cioè il fatto che essere membri di Friendster costava molto di più, in quanto a sforzo e tempo, rispetto ai vantaggi che se ne ricavavano.

Facebook – secondo gli esperti – dovrebbe fare attenzione al numero di utenti totali e al modo in cui questi sono interconnessi fra loro; al layout della pagina web e, soprattutto, alle “spese” di ciascun utente. Fino a poco tempo fa dubitavamo che un colosso del genere avesse potuto fare la stessa fine di Friendster, ma, visto che quest’ultimo vantava milioni e milioni di iscritti, siamo arrivati a concludere che all’impossibile non c’è proprio limite.

Via | Arvix.org

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