Facebook ci legge, se ci congratuliamo per qualcosa compare l'opzione "fai un dono"

Quando Facebook ha iniziato a farci domande insinuanti tipo “Cosa succede?” oppure “Come stai?”, in molti hanno commentato, non senza un certo astio.

Immagino che l’irritazione aumenterà ancora quando vi dirò che Facebook “legge” sul serio la risposta, almeno in un certo senso. Una giornalista dell’HuffPo, infatti, ha scoperto che inserendo certe parole chiave, Facebook salta fuori all’improvviso e piazza un tasto per farci “comprare” un dono.

La giovane reporter ha infatti annunciato (a titolo d’esperimento) di essere stata ammessa alla facoltà di medicina di Harvard e di essere appena diventata mamma. In entrambi i casi i suoi amici (che come tutti gli amici di Facebook non sono particolarmente brillanti) le hanno subito fatto le congratulazioni. A questo punto si sono potute osservare alcune cose.

Prima di tutto è comparso un piccolo pulsante in alto a destra dello status. In secondo luogo, tale feature compare quando qualcuno fa i complimenti nei commenti: probabilmente la parola chiave che “attiva” la risposta di Facebook è “Congratulations” - Ci sarà certamente una lista di simili keyword. In terzo luogo, è un riflesso “molto automatico”. Quando la ragazza ha chiesto scusa ed ha spiegato la cosa in un commento successivo, più di uno le ha fatto di nuovo le congratulazioni, anche se in tono ironico - E Facebook ha subito fatto apparire il pulsantino “Give a Gift”. In social network non capisce molto bene il sarcasmo.

Ricordiamo un pulsante simile nel caso dei compleanni, ma questa volta si tratta di una vera operazione commerciale. I regali che si possono comprare al nostro amico non sono virtuali ma reali, frutto di un accordo con Starbucks, Target ed altre compagnie. Siamo abbastanza sicuri che i doni vengono scelti a misura di interessi e parole chiave presenti sulla pagina del “fortunato” amico - un meccanismo base nella pubblicità consensuale.

Inquietati? Stufi di Facebook? Resta il fatto che il social network è fermamente intenzionato a guadagnare e cerca di rendere meno ovvie, ma più efficaci, le sue pubblicità. Anche a costo di sembrare la madre di tutti gli stalker.

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