Malware sulle piattaforme petrolifere, allarme internazionale

Ieri è venuta alla luce una notizia davvero preoccupante: a quanto pare alcune piattaforme petrolifere offshore sono state danneggiate nei loro sistemi informatici dalla presenza di un malware, malauguratamente introdotto a bordo da operai o dipendenti.

Inutile dire che perdere temporaneamente un PC domestico a causa di un malware può essere una piccola tragedia, o anche una tragedia bella grossa se il danno interessa i nostri dati bancari - Ma un malfunzionamento di una piattaforma petrolifera potrebbe essere una catastrofe globale.

Gli scenari peggiori evocano i film della Hollywood più allarmista: esplosioni, perdite, morti.

Ma da dove vengono questi file infetti? Molti sono stati direttamente scaricati assieme spam dal satellite, o a causa di pirateria software fatta senza le dovute cautele. Tanti altri casi invece sono come i ratti della peste, con chiavette USB o laptop cariche di malware.

Non aiuta neppure la scarsa sicurezza dei sistemi industriali, cronicamente privi di update, di antivirus, di personale esperto nella difesa dal cybercrime. Anche certi stati-nazione sono interessati a penetrare le difese delle corporation, forse solo per rubare informazioni, magari con disegni più oscuri.

Il caso citato è stato riportato all’Houston Chronicle da Alert Logic, una compagnia di network security: nel golfo del messico un’intera piattaforma si è bloccata, con un work che ha iniziato ad espandersi attraverso tutto il sistema. Nel mezzo dell’oceano no puoi semplicemente chiamare un tecnico per farti venire a salvare la pelle.

Nei prossimi anni bisognerà riconsiderare gli investimenti nella sicurezza delle nostre infrastrutture, perché non ci sarà più nessun elemento davvero staccato dagli altri e dalla Grande Rete con tutte le sue insidie.

Foto | Flickr
Via | Houston Chronicles

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