Facebook non paga tasse, ha un credito di 429 milioni verso lo Stato

Facebook tasse Sembra quasi fatto apposta per aiutarlo dopo l’attacco hacker, ma Facebook non ha corrotto nessuno: la compagnia di Mark Zuckerberg non pagherà le tasse – anzi, molto probabilmente riceverà un gratificante rimborso –, stando a quanto rivelato dall’organizzazione Citizens for Tax Justice, solo e soltanto per merito; la notizia sta facendo il giro del web ed è stata rilanciata persino da Boomberg Businessweek. Ma vediamo perché il social network più famoso del mondo si trova in questa situazione che definire "dorata" è dire poco. Il cavillo che ha permesso a Zuckerberg di non pagare è proprio il nuovo status di “public company”: dall'ultimo anno l’azienda ha ricavato 1.1 miliardi di dollari, per un totale di 559 milioni di debito verso l’agenzia delle tasse; vantando un credito di 1.03 miliardi di “excess tax benefit”, sarà rimborsato della differenza, e cioè di 429 milioni.

Un trucco del genere – stiamo parlando di milioni di dollari, mica di pochi euro –  è possibile perché Zuckerberg usa le azioni per pagare i suoi dipendenti e queste azioni vengono contabilizzate proprio come “stock option”, spese che riducono i profitti.

Prima non era possibile sapere tutte queste informazioni, visto che la società non era quotata in borsa; ma da quando la quotazione è arrivata, la situazione è cambiata notevolmente: Facebook non è un evasore, come molti credevano (ingenuamente), ma un vero e proprio creditore dello stato federale. L'avreste mai detto?

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