L'oligopolio telematico (non) frena gli italiani in rete

Logo CensisGira da qualche ora sui quotidiani online la notizia del convegno di oggi per la presentazione di un rapporto Censis sullo stato della tecnologia in Italia, col titolo Concentrazioni e flussi di potere nelle reti telematiche.

Il testo integrale non è in rete, c'è un articolo su Repubblica linkato da Quinta's weblog e il comunicato con qualche dato interessante e le conclusioni non troppo rosee per il sistema hi tech italiano, soffocato da una concentrazione del potere contraria alle dinamiche di rete:

La percentuale di mercato per la banda larga detenuta da aziende monopoliste o ex monopoliste spesso è ancora abbastanza elevata, e in Italia è pari al 69%, subito dopo la Cina nella quale raggiunge l’83%, e prima di Spagna (al 55%) e Germania (al 51%).

Bellissimo il lancio di Kataweb News, con un commento surreale alla dichiarazione dell'autore del rapporto:

Malgrado gli italiani siano tra i maggiori animatori del web 2.0, difficilmente riescono a fare di quella che si configura come una semplice passione un vero e proprio lavoro, una professione. La ragione, spiega Gianni Dominici, responsabile del settore innovazione del Censis, "sta nel fatto che le aziende grandi e piccole non sanno fare scouting, ovvero non sanno andare a scovare i veri talenti che operano nella rete, attraverso il blog od operando su siti come Flickr, e investire su di loro".

Animatori del web 2.0, il mondo è tutto nostro, tutto tranne l'Italia...

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