Elezioni 2013, Agcom blocca l'umore di Twitter e PoliticApp (dopo averlo approvato)

Politic AppStrana, la sorte di Twitter. È uno dei social network più utilizzati dai politici per vincere le elezioni 2013 – come se servisse soltanto cinguettare all’ultimo minuto per accaparrarsi qualche sedia in Parlamento –; eppure, AGCOM ha deciso di intervenire, forse per permettere fino in fondo il rispetto della par condicio. Di cosa stiamo parlando? Quella che oltre un mese fa ha dato il via libera alla diffusione dell’umore della rete nei confronti di tutti i partiti, nessuno escluso, è stata la stessa che ha deciso di mettere un punto a tale libertà.Nell’ultimo speciale del Corriere della Sera per le #elezioni 2013 l’umore del social network è stato regolarmente pubblicato; ma non sarà più possibile farlo, così come non sarà più possibile per la società Swg diffondere, dietro il pagamento di 9.99 euro, il risultato dei sondaggi elettorali di PoliticApp, applicazione per smartphone sulla quale sono stati fatti degli investimenti molto rilevanti.

Agcom ha ritenuto, infatti, che “l'applicazione realizzata dalla Swg, nei termini in cui viene pubblicizzata, rende accessibile - previo il pagamento di un prezzo contenuto - il risultato dei sondaggi ad un pubblico potenzialmente molto vasto, con inevitabili effetti di diffusione incontrollata dell'informazione. Questa circostanza configura quindi un'oggettiva violazione del divieto imposto dalla legge sulla par condicio”.

Poi ha confermato “il divieto di diffondere sondaggi dalla mezzanotte di venerdì 8 febbraio e fino alla conclusione delle operazioni di voto”.

Immediata, la reazione di Swg, che oltre ad esprimere “sconcerto per il dietrofront dell'Agcom su PoliticApp”, si impegnerà non solo a restituire i soldi a chi ha pagato, ma anche a “studiare ogni azione a tutela dei suoi interessi economici e di immagine che ritiene siano stati lesi da un comportamento cosi contradditorio”.

Riusciremo ad andare avanti lo stesso...

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