I crimini informatici costano caro alla Cina

Made in China

289 miliardi di yuan, pari a circa 34,5 miliardi di euro: è questo l'esorbitante prezzo dei crimini informatici pagato dalla Cina, secondo un report pubblicato dalla People’s Public Security University of China. Lo studio dovrebbe anche coincidere con la prima analisi vera e propria sullo stato dell'attività criminosa su Internet nella nazione asiatica, almeno dal punto di vista economico.

Le autorità cinesi avrebbero indagato nel solo 2012 su ben 118.000 casi di cybercrimine, tra i quali spiccherebbero attività di frode, prostituzione, vendita piramidale e furto d'identità personale. A essere colpiti da tali casi, ben 700.000 utenti cinesi ogni giorno.

Attività illegali che trovano naturalmente terreno fertile in una nazione grande come la Cina, dove gli utenti connessi a Internet erano 564 milioni a fine 2012: oltre 50 milioni rispetto ai 513 registrati nel 2011. Nello scorso mese di luglio, i media di stato cinesi hanno parlato di 10.000 sospetti arrestati nel tentativo da parte delle autorità di contrastare il cybercrime.

Tra giugno 2011 e lo stesso mese del 2012, sarebbe state pari a circa 3,5 miliardi di euro le perdite per i negozi di ecommerce associate a casi di frode.

Via | Thenextweb.com

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