Elezioni 2013, l'agenda digitale del Centrosinistra

Agenda Digitale PDLe elezioni sono vicine e, pur non essendo uno tra i principali problemi dell’Italia, una buona Agenda Digitale rappresenta senz’altro un punto a favore del partito che riuscirà non solo al proporla ma anche a portarla avanti. Dalle pagine del blog del Partito Democratico di Pierluigi Bersani – di cui ci occuperemo nel dettaglio in questo approfondimento, essendo leader del Centrosinistra – l’ex Ministro delle Telecomunicazioni Gentiloni ha spiegato che l’Italia è indietro e che ulteriori ritardi non sono più consentiti, poiché significherebbero "rinunciare al futuro" e "finire in un vicolo cieco".Non solo non sono stati ancora assegnati fondi pubblici necessari per un'opera di tale rilevanza – ha sottolineato Gentiloni – ma non si è ancora individuato un progetto di sviluppo chiaro che porti anche l'Italia al passo delle nazioni più avanzate".

Ed è per questo che l’Agenda Digitale del Partito Democratico propone il raggiungimento di ben quattro obiettivi, richiamando quelli del Commissario Kroes:


  • Garantire l’accesso a tutti i cittadini;

  • Maggiori investimenti sulle reti, per renderle competitive a livello internazionale;

  • Abituare gli italiani all’uso del digitale (amministrazione digitale dei comuni; obbligatorietà della firma digitale; informatizzazione delle piccole e medie imprese; riduzione IVA per le operazioni online ma non solo);

  • Garantire la neutralità della rete, per la quale serve "accelerare il recepimento dei principi contenuti nel quadro europeo delle TLC e cominciare a porre il problema di una cornice regolatoria che salvaguardi la libera navigazione nella rete dalla minaccia costituita dal peso preponderante dei circuiti chiusi costituiti attorno ai grandi motori di ricerca o al binomio tra device e applicazioni in piattaforme proprietarie [quindi anche Apple e Google ndr]”.


Poche informazioni, purtroppo, sul diritto d’autore e la sua relativa tutela online; la linea dovrebbe essere quella già adottata dal regolamento Agcom in materia ed è volta a far capire che "l'essenziale è promuovere il consumo legale dei prodotti culturali in rete e che non ci si illuda su scorciatoie repressive o di tassazione".

I punti toccati sono interessanti - alcuni dei quali sono in comune con tutti gli altri partiti -, ma quanti di questi vedranno la luce?

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