"Anche Gesù avrebbe usato Facebook", la chiesa ai tempi dei social network

FacebookLa chiesa ai tempi di Facebook? Se dovessimo valutare solo le parole di Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli, il nostro giudizio non sarebbe affatto negativo (anche a fronte dello sbarco di papa Benedetto XIV su Twitter): “Anche Gesù – ha spiegato il cardinale, durante un convegno sulla necessità di sfruttare tutte le forme di comunicazione, per avvicinarsi ai giovani – se nascesse oggi, si sarebbe iscritto a Facebook per comunicare”. La chiesa, però, non è solo Sepe, che, in effetti, ha ammesso di aver avuto non poche difficoltà, quando decise di creare un profilo Facebook.Mi dissero – ha spiegato, facendo riferimento alla reazione dei suoi colleghi – ‘Che fai, vai su Fb?’, e pensare avevo difficoltà a gestire il numero di contatti giornalieri. Oggi il Papa, Benedetto XVI, è su Twitter, io lo farò, se servirà”.

La chiesa, insomma, non è costituita da soli conservatori (anche perché qualcuno non sa che Facebook “è nato” nel Cinquecento, mica adesso!); le parole di Sepe ne sono una chiara testimonianza:

Non potrebbe essere altrimenti perché si costruisce sulla comunicazione l’identità stessa della Chiesa, chiamata ad annunciare la grande notizia. Non avrebbe avuto senso la venuta di Gesù se non avesse detto e fatto le cose che oggi narriamo. In alcuni periodi della storia la Chiesa non è stata all’altezza di comunicare, nell’ultimo periodo non sempre è riuscita a stare al passo con i tempi, facendosi travolgere dal tecnicismo che avanza".

E poi ancora, in conclusione:

È importante che la Chiesa prenda coscienza del fatto che bisogna essere parte attiva e non solo subire”.

Saranno d'accordo proprio tutti con il cardinale? Chissà...

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