Apple, le tematiche controverse "non sono roba da app o videogame"

Le linee guida di Apple sono sempre state controverse, al contrario di quello che la multinazionale ammette nel suo App Store.

Secondo Cupertino - Ed in netto contrasto con il sentire comune da ormai molti, molti anni - i videogiochi non sono considerabili un genere di media che può affrontare religione o tematiche sociali discutibili.


“Noi percepiamo le app in maniera differente da quella con cui guardiamo ai libri o alle canzoni, contenuti che noi non curiamo. Se vuoi criticare la religione, scrivi un libro. Se vuoi descrivere il sesso, scrivi un libro o una canzone, oppure crea una app medica. Questa faccenda può diventare spinosa, ma abbiamo scelto di non consentire alcuni tipi di contenuto nell’App Store”

Questo è quello che viene descritto nelle linee guida e VentureBeat lo definisce come “strano”, in parte per il linguaggio molto poco “legalese”, ed in secondo luogo per la presa di posizione che estromette i videogame (e le app in secondo luogo) dal santo consesso dei media di spessore.

Questo punto di vista che trasforma i giochi elettronici in intrattenimento da due lire è vecchio quanto l’industria, ma è davvero passato di moda e Apple è piuttosto particolare nel dire bianco su nero che la pensa proprio così disincentivando la nascita di giochi con contenuti adulti ed interessanti e creando un circolo vizioso.

Cupertino ha per esempio impedito la distribuzione sull’App Store di Endgame: Syria, uno strategico basato sulla guerra civile in Medio Oriente. Non era il solito sparatutto ultraviolento, né era un gioco giapponese per maniaci, eppure è stato accomunato ad essi.

È molto difficile far cambiare politiche ad una multinazionale che non vuole problemi, ma d’altro canto i limiti rendono più interessante la sfida: nascondere ed occultare le tematiche mature per “contrabbandarle” nell’App Store sarà piuttosto divertente per gli sviluppatori più intraprendenti.

Foto | Flickr

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