Windows 8 non arresta la crisi del PC nell'ultimo quadrimestre del 2012

Abbiamo visto molti PC al CES 2013, alcuni dei quali molto originali - Altri erano più che altro la riedizione in salsa touch di quelli già presentati. Eppure nonostante l’enorme gamma di offerte dei grandi produttori, il mercato non dà segno di riprendersi.

Il New York Times riporta che il 2012 è finito in definito calo per la categoria dei PC “veri e propri”, mercato ormai cannibalizzato dai sempre più popolari tablet. La caduta è del 6.4% rispetto all’anno passato, ed è addirittura peggio di quanto previsto dagli analisti dell’IDC, che speravano in una diminuzione del 4.4%.

L’articolo cita specificamente il recente Windows 8, che non è riuscito a puntellare un mercato che sta mostrando tutti i segni di essere diventato vecchio e che probabilmente non sopravviverà indefinitamente, contraendosi anno dopo anno fino a sparire o tramutarsi in qualcosa d’altro - Un processo che è già iniziato.

Secondo il Times la colpa è davvero di Windows 8, che offre un’interfaccia touch su delle macchine (quelle dell’ultimo quadrimestre del 2012) non ancora capaci di sfruttarlo. Ancora più polemici i ricercatori di un’altra compagnia, Canalys, che sostengono che Windows 8 continuerà ad essere snobbato dagli utenti timorosi di imparare un nuovo OS.

Le compagnie di tutto il mondo hanno messo sul mercato 89.8 milioni di unità nel 2012, risultato che sembra impressionante solo se non viene confrontato con i dati dell’anno scorso, in cui erano stati spediti 95,9 milioni di singoli PC.

La ragione di tale agonia non è di certo lo scarso amore per la tecnologia della popolazione di tutto il mondo, né il timore del “nuovo che avanza” come vorrebbe sostenere Canalys. Anzi, è impossibile ignorare la crescente propensione ad acquistare tablet al posto del più usuale laptop. Il mercato enterprise ovviamente resta un mondo a sé stante, le considerazioni in questo caso si rivolgono specialmente ai consumer.

A questo punto sono curioso di vedere i risultati del primo quadrimestre del 2013, anche perché i problemi di interfaccia inizieranno ad essere risolti a breve da una nuova generazione di macchine “ibride” e da nuovi processori sempre più spesso rivolti al mondo mobile/ultrabook. Ma sarà ancora il caso di chiamare questi nuovi apparecchi "PC"?

Via | New York Times

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