Morte di Aaron Swartz, Anonymous buca alcuni siti del MIT

Messaggio Anonymous su Aaron Swartz

La morte di Aaron Swartz avvenuta nel corso del fine settimana ha suscitato una serie d'inevitabili reazioni sul web: insieme ai messaggi di dolore pubblicati da personalità importanti come Lawrence Lessig, sono arrivate anche azioni più energiche dal gruppo Anonymous, che in queste ore avrebbe bucato il sito del MIT.

Nel dettaglio, i due sottodomini cogen.mit.edu e rledev.mit.edu sarebbero stati violati da alcuni membri di Anonymous, per postare il messaggio che vedete qui sopra, pubblicato anche in separata sede su PasteBin:

"Che il governo abbia contribuito al suo suicidio o meno, la sua persecuzione di Swartz è stata una grottesca imitazione di giustizia, una distorta e perversa ombra della giustizia per la quale Aaron è morto lottando - liberando la letteratura scientifica finanziata pubblicamente da un sistema di pubblicazione che la rende inaccessibile alla maggior parte di chi l'ha pagata - migliorando il mondo facilitando la condivisione - un ideale che dovremmo tutti supportare."

Il riferimento va alle ormai note vicende legate alla pubblicazione degli articoli appartenenti alla libreria JSTOR, raccolti tremite rete MIT, evento dal quale ebbe inizio quello che lo stesso Lessig ha definito un vero e proprio atto di bullismo nei suoi confronti.

Nel frattempo, le polemiche sul trattamento riservato a Swartz dalle autorità continuano ad andare avanti: la famiglia ha accusato nella giornata di ieri il procuratore del Massachusett e lo stesso MIT di responsabilità per la decisione cofondatore di Reddit di suicidarsi.

Leo Rafael Reif, rettore della prestigiosa università, ha intanto annunciato di aver dato il via a un'indagine interna, per verificare appunto l'eventuale responsabilità diretta nella persecuzione operata ai danni di Swartz, che a suo tempo fu minacciato di qualcosa come 35 anni di prigione e fino a 1 milione di dollari di danni da pagare. Queste le sue parole:

"È tempo per tutti quanti coinvolti di riflettere sulle proprie azioni, inclusi noi del MIT. Ho chiesto al professore Hal Abelson di guidare un'analisi sul coinvolgimento del MIT dal momento che abbiamo rilevato la prima volta un'attività insolita sulla nostra rete nell'autunno 2010 fino al presente. Ho chiesto che questa analisi descriva le opzioni che il MIT aveva e le decisioni prese, per capire e imparare dalle nostre azioni. Condividerò il report con la comunità del MIT quando lo riceverò."

Le ricostruzioni ci raccontano che nelle prime fasi del processo JSTOR si era chiamata fuori dal procedimento, dichiarando di non voler andare avanti nella causa e invitando il governo a fare altrettanto. L'accusa principale per il MIT è invece quella di aver scelto la via del silenzio, non facendo così pressione sulle autorità per far sì che interrompessero le loro attività nei confronti di Swartz.

Via | Thenextweb.com | Mashable.com

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