Facebook vecchio? Anche le accademie erano "social"

Accademia della Crusca"Facebook" non farà mai rima con "vecchio": questo è poco ma sicuro; certo è che il social, secondo alcuni, non è nato nel nuovo Millennio, ma nel Cinquecento, con quelle accademie di cui ora si ricorda soltanto quella della Crusca (forse): si trattava di luoghi di ritrovo fra intellettutali, dove ci si incontrava principalmente per diletto (le "cruscate", per esempio, erano dei testi senza senso che i Cruscanti si scambiavano, per mettere in mostra le proprie abilità e passare il tempo); l'intento non era socializzare, ma la socializzazione avveniva. Maggiori dettagli su questo bizzarro paragone fra il social network più seguito di tutti e le Accademie - tra le quali spicca, a onor di cronaca, anche quella dei Lincei - sono stati forniti da uno studio anglosassone, The Italian Academies 1525-1700:The first intellectual Networks of early modern Europe:

"Così come oggi creiamo username per i nostri profili su Facebook e Twitter - spiega Jane Everson, professoressa a capo della ricerca -, e creiamo circoli di amici su Google+, gli studiosi adottavano soprannomi, condividevano e commentavano le idee e le notize del giorno, si scambiavano poemi, musica e opere teatrali. Forse ci mettevano un poco di più di quanto ci impieghiamo oggi con internet a diffondere i loro materiali, ma attraverso la creazione di annuari, e volumi dove raccoglievano le loro lettere e i loro discorsi, riuscivano comunque a scambiarsi le informazioni del momento".

Lo studio, però, si è focalizzato soprattutto su emblemi che i membri si inviavano a vicenda, nascondendo un messaggio segreto: era una sorta di gioco che spingeva il destinatario a decifrare il testo attraverso il disegno. "In genere ci vuole un po di tempo a decifrarli - ha spiegato la Everson -. Ma il divertimento sta proprio nello scoprire il messaggio nascosto nell'immagine".

Non solo cultura, insomma, ma anche facezie e divertimento (di altri tempi): il social, insomma, è nato ancor prima di Zuckerberg e delle sue genialate.

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