Il jailbreak di Windows RT è realtà, ma può esistere una community?

Avevamo sentito che Windows RT era stato aggirato con un jailbreak, il cui effetto come è facile supporre è quello di poter caricare ed eseguire app desktop prive di autorizzazione.

Un altro sviluppatore rispetto all’originale hacker, ha addirittura rilasciato un tool che automatizza il jailbreak, rendendolo di fatto un’operazione molto meno elaborata.

L’hacker originale, clrokr, ha scoperto cosa modificare nel kernel, mentre l’autore del tool, netham45, l’ha reso facile. Una delle particolarità di questo jailbreak è che è necessario agire ogni volta che l’OS viene riavviato. Non è “permanente”, insomma. Inoltre è valido solo per le app da desktop, non per quelle che approfittano dell’ambiente di lavoro grafico chiamato Modern.

Microsoft non l’ha presa male, anzi. Ha detto di non considerare la cosa un pericolo per la sicurezza ed ha addirittura lodato l’hacker per la bravura - Un atteggiamento senz’altro particolare per chi ha creato il “walled garden” che è stato appena violato. Se ci sarà o meno una patch per inibire l’uso continuato di questo stratagemma dipende da Redmond.

Per il momento è difficile prevedere quali saranno le mosse dell’azienda, ma anche nel caso di mutamento delle condizioni è comunque possibile reinstallare la versione vecchia e godersi il jailbreak.

Il rilascio di un metodo facile rende possibile creare una community, come dice The Next Web. A parte le parole di Emil Protalinski, autore storico della testata, non ci sono prove che un simile gruppo di persone sia reale, tuttavia. I prodotti che usano Windows RT al momento non hanno guadagnato una fetta di mercato tanto importante da replicare la “scena” dei jailbreak di iOS, nemmeno lontanamente.

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